mercoledì 21 novembre 2007

Benvenuti nell’era del “Web 2.0”.

Questa sigla che mi era sconosciuta fino a poco tempo fa è la parola chiave per districarsi nel complesso mondo di internet in continua evoluzione.
Ai vecchi modelli statici e monodirezionali, il “Web 2.0” risponde con un modo nuovo ed innovativo per lo scambio di informazioni: dalla comunicazione istituzionale ad una comunicazione più informale e vicina a chi legge, da un filo diretto ad una rete di contatti, dal copyright all’open-source.
Questo nuovo metodo permette di creare una fitta trama di reti comunicanti fra loro in grado di far circolare le informazioni in un modo “virale” ed impensabile fino al momento della sua nascita.
Blog, social networks, siti istituzionali, ormai tutto collegato da una serie di link sparsi per il web.

Perché un blog (di Sint )?

Perché vogliamo accettare questa sfida e competere con le nuove frontiere della comunicazione, sempre più orientate al coinvolgimento e alla relazione.

Questo blog nasce con lo scopo di suscitare commenti sui temi che ci stanno a cuore nel nostro lavoro di professionisti, con la possibilità di dialogare sulle nostre attività e di interagire in modo attivo.
Il blog si inserisce all’interno dell’ “ecosistema digitale” di Sint, che prevede una fitta trama di interventi nei social network (tra cui Flickr, Youtube, iTunes e Neurona) che gravitano attorno al sito principale http://www.sint.it/.
Non più un singolo sito web, ma una serie di piattaforme virtuali sempre aggiornate che si autoalimentano grazie ai contributi di tutta la comunità di internauti. A cominciare dal nostro.

Dal club alla community.

Ecco il primo tema che voglio lanciare. Osservando recenti ed importanti fenomeni nella comunicazione vedo che la creazione di community e la relazione fra community affini assume una rilevanza fondamentale. Il club inteso come un gruppo determinato da un’appartenenza (di idee, di interessi, di status ecc.) sembra superato da nuove esperienze. Cosa ne pensiamo?

Bianca Mutti

4 commenti:

Massimo Giordani ha detto...

Le community sono un aspetto importante, credo basilare, del Web attuale. L'attenzione crescente che anche le aziende, di ogni settore, dedicano ad esse ne è testimonianza.

Questo è un segnale chiaro della sempre più forte influenza che gli utenti del Web hanno nei confronti dei processi decisionali aziendali.

Trasparenza nelle relazioni, qualità dei prodotti/servizi, onestà intellettuale di chi si presenta sul mercato sono valori che non passano inosservati in Rete.

Su questi valori è possibile "fare community" con vantaggi per tutti.

Un "benvenuto" a SINT che ha abbracciato questa forma di "dialogo" on-line.

Claudio Pasqua ha detto...

La gestione delle conoscenze è una questione critica per le organizzazioni aziendali contemporanee e lo sarà sempre di più in futuro.

Gli sviluppi recenti delle tecnologie hanno dimostrato le enormi potenzialità nell'essere sistemi di gestione della conoscenza tra le community.

Queste sfide richiedono un approccio di tipo "network knowledge" e l'utilizzo dei new media da parte dei gruppi.

Le recenti tecnologie possono offrire molti vantaggi alle community aziendali, mettendo in condivisione e in contatto individui, professionisti free lance con obiettivi e interessi comuni ma lontani nello spazio e nel tempo.

Possono inoltre permettere alle aziende di creare efficaci team di lavoro distribuiti geograficamente.

Ad esempio oggi, al contrario di quanto accadeva anche solo 10 anni fa, le organizzazioni considerano che avere dipendenti collocati in zone temporali lontane tra loro (in fusi geografici diversi) sia un vantaggio competitivo piuttosto che uno svantaggio.

Queste tecnologie permettono alle aziende di far collaborare i migliori elementi di un gruppo senza pensare alle location.

Complimenti e buon lavoro a Sint, che ha saputo cogliere l'importanza di questa opportunità sfruttanto i benefici effetti competitivi del Web 2.0

Aldo Olivero ha detto...

Condivido l'idea di un rapporto multi-piattaforma, e consiglio di aprire quanto prima nuovi post per condividere i commenti riguardo le nuove iniziative SINT

Elisabetta ha detto...

Una pillola per riflettere:
"Videor ergo sum"*.
Potrebbe essere il claim del web 2.0.
A sottolineare l'idea di una società voyeurista.

*cito un amico, esperto di cinema, un altro che ama la "curiosità appassionata".

Nuova pillola:
"La comunità virtuale è una micro entità affettiva".
A sottolineare il suo essere una nuova forma di socialità.