giovedì 25 settembre 2008

Card e privacy.

Riprendendo quanto detto nell’ultimo post sulle carte fedeltà, volevo fare chiarezza su un argomento che sta molto a cuore ai consumatori: ci si può fidare a fornire i propri dati personali al momento della sottoscrizione della carta?
Queste iniziative sono naturalmente lecite e, dato che si fondano sul trattamento di una notevole quantità di informazioni personali, non possono prescindere dal rispetto delle norme del Codice in materia di protezione dei dati personali (decreto legislativo 196/2003).


Al momento della consegna della tessera, il cliente viene invitato a fornire, oltre ai suoi dati, anche una serie di informazioni supplementari relative alla propria persona e allo stile di vita; queste indicazioni potrebbero rivelare preferenze che non si vorrebbe far conoscere ad altri. Ad esempio, la sottoscrizione di un abbonamento ad una rivista potrebbe far presumere l’orientamento politico o religioso del cliente. Di conseguenza, affinchè il trattamento dei dati personali sia svolto lecitamente, è necessario il consenso dell’interessato, che deve essere pienamente consapevole del concreto uso dei dati che lo riguardano e degli strumenti posti a difesa dei suoi diritti.


Il Garante per la privacy, con provvedimento del 24 Febbraio 2005, ha tracciato le linee guida per un corretto uso dei dati dei clienti da parte delle società che rilasciano fidelity card e ha ribadito che il trattamento di tali dati deve essere svolto in ossequio ai principi di necessità, liceità, correttezza, proporzionalità, trasparenza e qualità dei dati.
Il consumatore, quindi, deve essere posto nella condizione di identificare chiaramente il soggetto che tratta le sue informazioni personali e la motivazione per la quale sono stati raccolti.
Detto ciò, la legge tutela i consumatori, che possono stare tranquilli sull’uso dei propri dati personali, anche se stare all’occhio non fa mai male!

Bianca Mutti

Nessun commento: