martedì 23 settembre 2008

Carte fedeltà e vantaggi per i clienti.

Per approfondire l’argomento trattato nell’intervista a Radio1 riporto i dati di un’indagine da Nielsen del 2007: su un panel di oltre 23.500 persone di 42 paesi diversi, risulta che quasi l’80% dei clienti delle catene retail USA aderisce ad un programma fedeltà, America Latina e Medio Oriente hanno registrato una partecipazione del 45%, mentre in Italia è intorno al 55-60%.



È davvero un bel bacino di utenti che forniscono dati utili sì per pianificare le scelte promozionali, ma soprattutto per capire come arrivare alla piena soddisfazione delle istanze del cliente-consumatore.
Come? Innanzitutto il consumatore può usufruire di una serie d’iniziative che offrono vantaggi standard (coupon punti catalogo, buoni sconto immediati, buoni sconto differiti, web coupon, collecting, premio immediato) e/o informativi (attraverso mailing, consumer magazine, sms, email, web site). Non solo. Ancora più importante a mio avviso è l’organizzazione della merce nei punti di vendita.
Prendiamo ad esempio i supermercati che, conoscendo il comportamento d’acquisto del consumatore, possono annullare le rotture di stock, pianificare gli scaffali, fare assortimenti tarati ad hoc per fasce di target e soddisfare così sempre di più le richieste del cliente.

Ricordiamoci che il consumatore è costantemente alla ricerca di partner commerciali nei quali riporre fiducia se sono in grado di capire, interpretare e adattarsi ai suoi comportamenti e alle sue abitudini di acquisto.
Insieme ai dati personali i programmi fedeltà permettono di monitorare i volumi di spesa, la tipologia, la quantità e il prezzo dei prodotti acquistati, gli sconti e i buoni utilizzati, i premi corrisposti di ogni singolo cliente. Con una valutazione intelligente di tutti questi dati l’azienda può trattare meglio il proprio cliente, e ha tutto l’interesse a farlo.

Bianca Mutti

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