martedì 28 ottobre 2008

I caffè storici.

“Che si dice stamattina nei caffè?”

Era la domanda che a metà ‘800 Re Carlo Alberto era solito porre per informarsi sulla situazione politica, perché forse non tutti sanno che parte della storia del nostro paese è stata scritta nei caffè di alcune città, giustamente chiamati “caffè storici”.
Cavour era solito recarsi al Caffè Fiorio, Massimo D’Azeglio, Giolitti ed Einaudi preferivano il Baratti&Milano, mentre de Gasperi si rilassava al Caffè Torino. Il Platti era il locale preferito di Cesare Pavese mentre Alexandre Dumas era un habituè del Bicerin. Ma non solo a Torino.


Caffè Baratti&Milano


I caffè storici sono una realtà italiana: da Trieste con il celebre caffè San Marco a Milano con il Bar Basso, da Venezia con il Caffè Florian che servì Goldoni, Ugo Foscolo e Gabriele D’Annunzio a Firenze con il Caffè Gilli che fu inaugurato 300 anni fa da una famiglia svizzera. A Padova si distingue il Caffè Pedrocchi, caffè storico di fama internazionale che ha origine nel 1772 e a Roma l' Antico Caffè Greco, a pochi passi da Piazza di Spagna e dalla scalinata di Trinità dei Monti.

Ancora oggi non a caso i caffè storici fanno parte del costume e della cultura della nostra società, e possiamo definirli un’istituzione che anche a livello europeo ha i suoi riferimenti ( www.cafes-historiques.com ).
Che dire quindi? Gustiamoci la pasticceria e le favolose bevande di questi luoghi così ricchi di fascino e memoria. Lì sembra tutto più buono.

Bianca Mutti

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