martedì 18 novembre 2008

Il coraggio di comunicare.

Proviamo a fare il punto su cosa sta accadendo nel mercato della comunicazione in Italia, prendendo spunto dal “Libro Bianco della Comunicazione” realizzato da Assocomunicazione.

“Da tempo – afferma Marco Testa, Presidente uscente di Assocomunicazione - si sentiva l’esigenza di definire uno stato dell’arte per il nostro mercato e per il nostro Paese. Un “tempo zero” che consentisse di valutare meglio da dove veniamo e contemporaneamente potesse orientare la navigazione dei prossimi anni lungo rotte più favorevoli. Fare il punto è sempre una buona abitudine. Farlo oggi, nel pieno di una rivoluzione mediatica che interessa tutto il mondo, è atto assolutamente necessario”.


Tra i tanti dati interessanti emerge tra l’altro che l’Italia è in ritardo rispetto agli altri paesi, con investimenti pari alla metà di quelli effettuati nel Regno Unito e poco più della metà di quelli effettuati in Germania.
Il gap è però maggiore se analizziamo il numero di imprese che investono in comunicazione: nel 2006 solo 17.000 in Italia, contro le 30.000 della Germania, le 41.000 del Regno Unito e le 49.000 della Spagna,

Al di là del quadro descritto ritengo che il peso della comunicazione sarà un dato importante da monitorare in questo periodo di crisi. In molti riteniamo che abbia un ruolo centrale, e che per difendere la propria posizione di leader o per raggiungere posizioni importanti bisogna saper investire nei momenti difficili.

E’ una bella sfida, non facile da affrontare ma come ci ricorda Jonathan Grundy – amministratore delegato di Saatchi&Saatchi- “la storia è ricca di casi di successo costruiti nei momenti più difficili, basti pensare a Kraft, Bud e Pizza Hut che decisero di investire mentre McDonald’s disinvestiva. Il risultato fu che le vendite di Pizza Hut aumentarono del 61%, mentre quelle di Mc Donald’s calarono del 28%”. E i numeri non sono un’opinione…

Bianca Mutti

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