mercoledì 4 febbraio 2009

Muji e la forza del no logo.

Dopo l'inaugurazione del nuovo store di MUJI, in corso Vercelli a Milano, vale la pena di fare delle riflessioni sul successo quasi planetario di questo “no logo” giapponese (il nome deriva infatti da un’espressione che significa “merce di qualità senza etichetta”).

E' difficile descrivere MUJI in quanto non è ascrivibile a nessuna categoria merceologica, tant’è vero che in Giappone, oltre ad abbigliamento e complementi d’arredo, MUJI si occupa di elettrodomestici, elettronica di consumo, produce biciclette e accessori, confeziona alimenti e vende fiori. Insomma la sua forza sta nel fare tutto e non rendere nulla più noto di altro.
In Italia MUJI propone cartoleria, accessori da viaggio e per il corpo, elementi d’arredo e tutto ciò che può servire in cucina e nel cosiddetto living.
Il vero segreto di questo “no logo” lo svela il suo Amministratore Delegato, il trentunenne Masato Arai: “Muji cerca sempre il bello – anche sofisticato – la semplicità e la funzionalità. Tre caratteristiche che possono sembrare ovvie ma non lo sono per niente. Si offrono oggetti quotidiani essenziali per uno stile di vita moderno. E il prezzo è sempre contenuto”.




E chiuderei con un estratto della filosofia MUJI, tanto saggia da sembrare una leggenda: “We would like our customers to feel the rational of satisfaction that comes not with 'this is best', but with 'this is enough'. 'Best' becomes 'enough'.”
Come dire, in un epoca in cui i paesi ricchi consumano più delle proprie necessità ecco una proposta che forse è al limite del no-logo, ma che ci propone una educazione al consumo, sostenibile e consapevole.
A questo punto non ci resta che fare un salto negli store MUJI per “toccare con mano”..


Bianca Mutti

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