martedì 10 febbraio 2009

Osservatorio Multicanalità 2009: lascerà il segno?

Farsi amare e riuscire a fidelizzare il proprio target di riferimento in un mondo nuovo che è in continua evoluzione. Questa infatti è la sfida lanciata dall’Osservatorio Multicanalità.

Sicuramente una sfida molto impegnativa considerando che i consumatori di oggi, in tempo di crisi, sono sempre più selettivi e danno sempre più importanza al rapporto qualità/prezzo, con l’inevitabile conseguenza che si finisce col rinunciare persino alla fedeltà verso il punto vendita di fiducia per sondare nuovi canali, come ad esempio i discount.
D’altronde, se esiste una tendenza a consultare le proposte provenienti da altri canali, esiste anche una problematica relativa all’acquisto in rete. Se infatti sono in aumento coloro che si servono di internet per raccogliere informazioni prima dell’acquisto (+11%), è ancora elevata la soglia di diffidenza al momento dell’acquisto on-line dovuta più che altro alla poca fiducia nell’utilizzare la carta di credito.
Il messaggio è chiaro e univoco: nuove strategie di marketing per raggiungere nuovi target.

“Deve cambiare il modello di interazione” ha detto Giulio Noci della School of Management del Politecnico di Milano, “Il concetto di ‘media’ dev’essere sostituito da quello di ambiente interattivo in un’ottica di coinvolgimento dell’individuo. Per dirla con uno slogan meno promozioni, più interazioni”, questo perché cambia costantemente il rapporto dell’utente con le informazioni.
Internet permette di essere aggiornati in tempo reale e di reperire contenuti ovunque, all’interno di spazi virtuali quali community, blog o forum e tutto ciò genera un “word of mouth” di pari entità rispetto a quello che si innesca nel mondo reale.

Il mio parere è che le aziende non dovrebbero limitarsi a cavalcare l’opportunità di visibility che offrono gli ecosistemi digitali, ma gestire la disponibilità dei consumatori a mettersi in gioco e a sentirsi coinvolti nel processo di consumo. Ciò significa essere disponibili ad accettare critiche, rendendole pubbliche e adottando precisi comportamenti. Non farlo si trasforma in un boomerang di proporzioni enormi.

Bianca Mutti

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