mercoledì 17 giugno 2009

La comunicazione classica soffre la crisi.


Il 2009 non si è aperto in modo confortante per il mercato della comunicazione: lo conferma Nielsen.
Gli investimenti pubblicitari nel primo quadrimestre hanno subito una diminuzione del 18% rispetto al medesimo periodo del 2008.

I 10 Top Spender di questi primi 4 mesi sono Wind, Vodafone, Ferrero, Volkswagen, Unilever, Barilla, Procter&Gamble, Danone, Fiat Div. Auto e L’Oreal: considerati tutti insieme, hanno ridotto gli investimenti del 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Osservando rapidamente i dati, c’è un generale impoverimento del mercato e a soffrirne sono tutti i mezzi, dalla televisione alla stampa al direct mail.
Secondo alcuni illustri operatori del settore, il secondo trimestre del 2009 sarà il più difficile, poi la situazione comincerà a migliorare.


Intanto anche il Festival Internazionale della Pubblicità di Cannes sente il vento della crisi. La nuova edizione, in programma dal 21 al 27 giugno, vedrà un -20% di campagne in concorso rispetto al 2008.

Gli esperti segnalano che la ripresa inizierà nel 2010, ma si percepisce che nessuna crisi in passato ha messo così a dura prova le sigle del mondo della comunicazione quanto quella che stiamo vivendo.
Nella storia dell’uomo, i periodi di crisi hanno sempre fatto aguzzare l’ingegno e aiutato il rinnovamento: da questa crisi ci si aspetta, se non altro, che il settore ne esca rafforzato in termini di creatività e capacità di adattare i propri paradigmi in rapporto all’attuale congiuntura economica.

In particolare si dice che si assisterà ad un “back to basic”.
Il consumatore dei nostri giorni ha bisogno di prodotti diversi: oggi andiamo incontro a richieste che saranno sempre più basiche. La trasparenza sarà un valore aggiunto emergente, aiutato anche dai nuovi media interattivi.

Bianca Mutti

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