giovedì 2 luglio 2009

In tempi di crisi vince la comunicazione diretta… e lo chiamano marketing relazionale?

Lo scenario internazionale fotografa una crisi strutturale che si riverbera anche in Italia.
Sono i dati del Rapporto “Comunicare Domani 2009” presentato il 30 giugno a Milano da AssoComunicazione.
A livello generale, la previsione per l’andamento degli investimenti pubblicitari per l’anno in corso indica come chiusura più probabile una flessione del 12,3 %, confermata del resto da Upa, che mette in risalto una situazione di estrema incertezza.
Se la comunicazione classica soffre la crisi, le aziende continuano ad utilizzare tutti quegli strumenti che consentono di entrare direttamente in contatto con i consumatori per favorire le vendite. Direct marketing, relazioni pubbliche, promozioni ed eventi sul punto vendita fronteggiano i venti di crisi in virtù della loro natura strutturale di investimento di “prossimità” con i consumatori finali.
Secondo AssAP “la crisi attuale non ha precedenti per globalità e durata e quindi dire quando finirà il ciclo negativo è forse più una scommessa che una stima.



Il fatto su cui tutti gli operatori di mercato sono piuttosto concordi è che difficilmente, dopo questo ciclo negativo, tornerà tutto come prima e che per il mercato pubblicitario lo scenario post crisi sarà strutturalmente diverso. Mai come in questo momento è difficile fare previsioni (…). La crisi ha di fatto prodotto una accelerazione dei trend già in atto all’interno del sistema dei media”.
Certo è che va bene comunicare in modo personale al consumatore andandolo a trovare dove è presente, ma se il fine è solo la vendita il rischio è di alimentarne sempre di più l’infedeltà.
Cosa si intende quindi quando si parla di Marketing e Comunicazione di Relazione?


Bianca Mutti

Nessun commento: