venerdì 11 settembre 2009

La tessera del tifoso: uno strumento di marketing relazionale.

Fin dalla sua presentazione, la tessera del tifoso non ha riscosso un grande successo in termini di popolarità.

Molti addetti ai lavori, e soprattutto molti tifosi, infatti, percepiscono il valore della tessera come quello di un mero strumento di schedatura, l’ennesimo intervento che, per colpire pochi facinorosi, rende complesso l’accesso allo stadio e snatura l’origine sportiva dell’evento.

Le motivazioni che spingono ad avere questa percezione? La scarsa popolarità della tessera è da imputare principalmente alla gestione e alle sfumature imposte: tutti i soggetti interessati, compresi gli enti promotori dell’iniziativa, pongono l’accento solo sull’aspetto sicurezza e in minima parte su quello della fidelizzazione del tifoso.

Le stesse società di calcio si fermano all’idea dell’identificazione del tifoso, perdendo così di vista un’opportunità unica che il progetto offre loro.

La tessera, infatti, è uno strumento fondamentale per instaurare un rapporto one-to-one con il proprio tifoso; è il mezzo tramite il quale le società possono creare una comunità privilegiata di sostenitori altamente fidelizzati.



Nel momento in cui queste premesse vengono accettate, avviene un vero e proprio salto di mentalità: il valore percepito passa da quello di una “fastidiosa” carta d’identità a una ben più stimolante carta vantaggi, ricca di servizi, agevolazioni e opportunità uniche.

Questo è il vero punto di forza del progetto, ciò che lo rende appetibile per i tifosi e lo fa diventare un importante asset per le società di calcio, sia come fonte di nuovi ricavi, sia come strumento per attrarre nuovi sponsor.

Nella sua massima evoluzione, la tessera del tifoso potrebbe essere quell’unico strumento che ci permetterebbe di entrare nel parcheggio dello stadio, accedere al nostro posto, comprare un gadget o una bibita, magari fare una scommessa e allo stesso tempo ci garantirebbe sconti e agevolazioni su benzina, alberghi, ristoranti, negozi di abbigliamento e quant’altro.

Il tutto grazie al fatto di essere dei bravi e affezionati tifosi.
Niente male, vero?

Bianca Mutti

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