giovedì 8 ottobre 2009

2.0: presente e futuro del giornalismo.

Il giornalismo in rete: l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia incontra l’Università Statale di Milano per analizzare uno studio presentato da AstraRicerche relativo all’informazione on line e attraverso i nuovi media.

Lo studio ha sondato quella parte di italiani che utilizzano la rete come canale preferenziale e, quindi, anche come mezzo per informarsi: dai risultati emerge che la divisione tra i sessi, così come quella tra le aree geografiche italiane, è paritaria e che il 53% di chi usa il web tra i 35 e i 55 anni, lo usa proprio con lo scopo di informarsi. Per quanto riguarda invece titolo di studio e ceto, la percentuale maggiore interessa il ceto medio con un titolo di studio medio-alto.

Tra le tendenze troviamo la scarsa disponibilità a pagare per avere news, la mancanza di tempo (e non di voglia) di informarsi attraverso altri mezzi, la poca credibilità dei blog dei giornalisti rispetto alle testate.




In particolar modo interessante la questione legata al pagamento delle news: grazie al web, infatti, è in corso una nuova rivoluzione dell’informazione, che porta ad avere notizie gratuite attraverso un canale telematico, mentre il cartaceo, che non scomparirà, tornerà a essere un mezzo elitario, di approfondimento. Da sottolineare anche come, mentre per il web non si è disposti a pagare, per le news attraverso mobile, invece, è comunemente accettato il fatto che abbiano un prezzo.

Legato al discorso del giornalismo on line, ovviamente, è comparso anche quello degli investimenti pubblicitari sul web, la cui tendenza è sempre in crescita e con previsioni di crescita ulteriori.

Infine, una riflessione sul 2.0: i contributi degli utenti, la possibilità di essere tutti creatori e fruitori, porteranno anche il giornalismo a una “vita 2.0”? Gratuità, velocità, aggiornamenti costanti, molteplicità di punti di vista e contributi: queste le caratteristiche salienti del 2.0, che possono definire anche un certo modo di fare giornalismo on line. Un modo nel quale gli attuali editori devono riuscire a entrare e ad avere autorevolezza senza snaturarne le peculiarità e coesistendo con tutta l’utenza web.

Le soluzioni? Il futuro è imprevedibile, ma ciò che è certo è che web e mobile sono parte integrante della nostra vita presente. Nemmeno il giornalismo ne è esente.

Bianca Mutti

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