giovedì 25 febbraio 2010

Marketing turistico a prova di single.

Ormai da parecchi anni vige la “regola” secondo la quale, in un pacchetto turistico, i bambini fino a una certa età non pagano o godono di significativi sconti.

Ma questa formula si è sempre intesa all’interno di un nucleo familiare standard, ovvero quando è composto da entrambi i genitori se non addirittura con tanto di nonni al seguito. E se i genitori fossero separati? Se fosse solo il padre ad andare in vacanza col figlio e basta? Verrebbe da pensare che l’unica soluzione sia quella di prendere una stanza singola con lettino aggiunto, ma non è più così.




Per fortuna la crisi sta smuovendo il mercato: agenzie di viaggio e tour operators non hanno perso tempo e hanno studiato soluzioni ad hoc per ovviare a questo problema e permettere comunque di viaggiare. Del resto tutti i villaggi turistici sono già super attrezzati per far fronte a flotte di ragazzini agitati da intrattenere in modo da lasciare in pace i genitori, quindi assolutamente niente tata al seguito in vacanza. Nonostante ciò, c’era comunque bisogno di una “rivoluzione” nelle offerte dei pacchetti turistici.

Così adesso lo sconto ai bambini si applica anche nel caso si trovi in presenza di un solo accompagnatore, in modo tale da permettere di continuare a viaggiare… risparmiando. E al tempo stesso tale tattica ha dato il via alla creazione di resort (anche a 5 stelle) solo per famiglie, nonché altri ancora dove invece i bambini sono davvero off limits!

Questa tattica ha già consentito un aumento delle presenze e di fatturato Valtur nel 2009, per esempio, e si pensa che quanto più si cercherà di creare offerte, pacchetti ma anche servizi su misura per i bambini e questi casi di famiglie allargate o “dimezzate”, tanto più si potrà alimentare il turismo con presenze costanti, a prova di crisi.

Del resto se si conquistano i bambini ci si accaparra subito anche il cuore dei genitori! No?

Bianca Mutti

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