giovedì 11 febbraio 2010

Non è più il lusso il premio più ambito.

Gli anni '90 sono stati i tempi delle raccolte punti, che hanno poi lasciato il posto ai regali sulla confezione... oggi è la volta dei concorsi a premi!

Questa tendenza interpreta l’espediente delle aziende di mitigare momenti di silenzio sulle innovazioni di prodotto, cercando di rafforzare l’associazione con la marca e contestualizzandosi con il tema del momento: la crisi. Infatti, come la crisi ha cambiato i comportamenti di consumo, così questi hanno inciso anche sulle promozioni: a fronte di una maggiore oculatezza nello spendere da parte dei consumatori, le aziende hanno quindi deciso di offrire in palio ai loro clienti premi diversi dai precedenti, più “umani”.


Non più beni di lusso in palio, quindi, bensì veri e propri bottini, sotto diverse forme, legati alle reali necessità del momento. Ecco che prende il largo la fantasia sulla progettazione di concorsi a premi o rush for win che mettono in palio rendite vitalizie per un tot di anni, ma anche buoni per la benzina (Zurich connect), spesa gratis per un anno (Dico Discount), 500 euro in palio in seguito a un concorso a quiz (Actimel) fino ad arrivare al buono di 100 mila euro per l’acquisto di una casa (Amuchina), o alla messa in palio di veri e propri posti di lavoro.

E’ questa la nuova frontiera dei concorsi a premi: far fronte ai problemi reali del momento. e direi che la lotta alla disoccupazione è davvero sul podio. Così, a partire dai supermercati “Tigros” nel 2009, che in occasione del loro trentennale offrirono un certo numero di posti di lavoro trasformando in maniera radicale il rapporto tra supermercato e cliente, gli esempi si sono moltiplicati, e non solo da parte dei supermercati: questa formula è stata adottata recentemente anche da testate giornalistiche (Cronaca Qui.it).

Il risultato che si ottiene, oltre ad andare incontro ai bisogni reali dei consumatori, è anche quello, di riflesso, di creare una consapevolezza di marca e acquisire nuovi clienti, che mano a mano si fidelizzeranno sempre di più nella speranza, con l’aiuto della dea bendata, di poter vincere un posto di lavoro.

Ma non solo: la vincita può essere anche una rendita vitalizia, come dimostra il grande successo dei più recenti “win for life” o “turista per sempre”: anche qui il lusso materiale cede il posto a un bottino che facilita la vita e consente di non lottare con il portafoglio come ormai tropo spesso succede, sogno della maggior parte degli italiani.

Insomma, ormai il lusso ha ceduto il posto ai beni di reale necessità, ma è anche vero che senza l’aiuto della dea bendata anche questi premi sono lontani.

Bianca Mutti

Nessun commento: