venerdì 26 marzo 2010

Comarketing sportivo a suon di scaglie.

Il Made in Italy è sempre sul filo del rasoio: il 90% dei prodotti italiani all’estero, o meglio, che sembrano italiani, in realtà non lo sono.

Qui entrano in gioco due consorzi produttori simboli del Made in Italy: il consorzio Grana Padano e quello del Parmigiano Reggiano, a casa nostra rivali sul mercato, all’estero uniti per il bene del made in Italy con l'obiettivo di aumentare la capacità di penetrazione negli Usa e lottare contro le imitazioni. Il caso di NY è molto curioso nonché frizzante visto il fermento continuo della Grande Mela.



I due consorzi hanno deciso infatti di essere tra gli sponsor del campionato nazionale di basket, così che se ci si dovesse trovare a seguire una partita dei New York Knicks, si respirerà un’aria del tutto italiana: i brand dei due formaggi compaiono sui cartelloni pubblicitari e sui led presenti in campo,con tanto di indicazioni dove comprarli.

A seguire, una vera e propria campagna promozionale per sensibilizzare all’acquisto di prodotti veramente italiani e di prima qualità: sono in previsione, per la durata di quasi un anno, degustazioni, dimostrazioni e seminari in circa 30 catene di supermercati, per un totale di trentamila giornate di assaggi nella Tris - State area (Ny, Sud Ny, centro - nord News Jersey, sud ovest Connecticut).

Questa partnership è resa possibile dalla cooperazione con Buonitalia, agenzia controllata del ministero delle politiche agricole e volta a promuovere, internazionalizzare e salvaguardare le specialità tricolori all’estero mediante l’impiego di un budget messo a disposizione dal ministero stesso a difesa del made in Italy.

I consumatori italiani vivono i due marchi come in competizione, ma in realtà ciò non ha senso fuori dai confini italiani, quindi vediamo il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano alleati, pur mantenendo le loro caratteristiche distintive sul mercato.

Non a caso le opportunità per degustazioni e seminari previste nei prossimi mesi saranno divise a metà tra i due brand come da bravi fdratelli, in moo da mantenere le rispettive specificità e far capire che per quanto siano formaggi simili sono anche molto diversi tra di loro.

Al bando quindi i prodotti “italian sounding”, che in realtà italiani non sono, e un grazie ai nostri più cari formaggi da tavola italiani che si battono d’amore e “DOCccordo” per la lotta alla contraffazione!

Bianca Mutti

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