venerdì 5 marzo 2010

Concorsi a premi... immobiliari!

In Italia non sono ancora regolamentate, ma in parte dell’Europa sì, mentre negli Usa stanno avendo un gran successo: sono le lotterie in cui il biglietto estratto si aggiudica una casa.

Per ovviare a questa lacuna legislativa, nel nostro paese sono state proposte come concorsi a premi, la maggior parte delle volte indetti dai centri commerciali stessi, con le formule più disparate: nel centro commerciale "Il Ducale" di Vigevano, ogni 250 euro di spesa effettuata tra settembre e dicembre si riceveva una cartolina con la quale partecipare all’estrazione finale di un bilocale di 60 mq da 100 mila euro; nel centro commerciale Il Vulcano Buono di Nola, invece, il premio finale del concorso era un buono da 150 mila euro per comprare una casa; infine Amuchina l’anno scorso ha indetto un concorso per assegnare 100 mila euro per comprare una casa.

Altre formule del caso posso essere quelle di impronta statunitense come il “rent to buy”, che permette al potenziale acquirente di vivere nell’abitazione qualche giorno durante la fase di scelta. Come questa, un'altra formula sono i saldi immobiliari, che però non hanno dato i risultati sperati: gli acquirenti preferiscono sempre e comunque lo sconto vero e proprio. Anche i tentativi di vendere un immobile abbinando in regalo auto o arredamento rientra tra i tentativi infelici.



Le lotterie private in Italia sono proibite perchè violano il monopolio dello stato, ma al tempo stesso piacciono agli addetti ai lavori del settore, in quanto potrebbero rivitalizzare il mercato in tutte le sue parti: il venditore, che spesso incassa un valore superiore a quello effettivo dell’immobile, lo Stato ,che guadagna dalle tasse, e il vincitore, che si ritrova a essere proprietario di una casa pur avendo speso una cifra irrisoria.

Nonostante tutto il Ministero dell’Economia non ha ancora rimosso il divieto, ma per lo meno è in fase di valutazione per l’attuazione di simili lotterie in Italia, che presentano comunque molte lacune.

Infatti, sebbene vi siano diverse formule tra le quali scegliere, sono già capitati in Europa casi di insuccesso di tali lotterie in quanto spesso può capitare che ci si ritiri dall’asta per il mancato riscontro nelle vendite dei biglietti comportando un onere non da poco per il venditore in quanto nella maggior parte dei casi le spese, le tasse e le consulenze sono comunque da pagare, e in più bisogna restituire i soldi del biglietto ai pochi che lo hanno comprato.

Per evitare tali effetti boomerang e non rischiare conflitti di interesse con lo Stato è davvero necessaria una regolamentazione, per questo ringraziamo il senatore Oskar Peterlini che, cifre economiche alla mano, ha presentato un’interpellanza al ministero dell’Economia che è appunto in fase di valutazione.

Bianca Mutti

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