venerdì 28 maggio 2010

Lusso e outlet: il legame è al servizio dei frequent flyer.

Il piacere del lusso ha superato la crisi, anche se si è dovuto modificare nel corso degli ultimi due anni per poter sopravvivere.

La crisi ha cambiato le abitudini di tutti i consumatori: anche gli amanti del lusso, oggi, sono più attenti e la loro selezione premia la qualità autentica. Questo discorso vale per tutti i settori: nella ristorazione è cresciuta l'attenzione agli ingredienti, nella moda si cercano valori. Anche negli outlet.

Non più solo logo, quindi: il marchio, il prodotto deve essere un'esperienza e deve veicolare valori ben precisi, legati alla cura dei dettagli, alla qualità dei materiali, al lavoro artigianale.




Scommettere sui valori del lusso è una scelta vincente, visti i dati di crescita del fatturato degli outlet che hanno voluto puntare su questa modalità di dialogo con il target: in Italia l'unico è il Fidenza Village. Qui il fatturato è cresciuto fino ad allinearsi alla media europea e i visitatori nell'anno passato sono stati quasi 3 milioni. Dati che fanno riflettere, se accostati ai numeri dei marchi presenti: circa un centinaio i marchi presenti, con 25 nuove aperture nell'anno passato e un ricambio del 15% circa ogni anno.

I visitatori non sono solo italiani: le presenze extraeuropee sono cresciute infatti del 120%, con una naturale crescita anche di tutti i servizi correlati. Dai personale shopper multilingue ai trasferimenti per gli aeroporti o le stazioni, dagli eventi ad hoc all'interno dell'outlet alle visite a città d'arte: ecco che anche i tour operator, gli aeroporti e gli autonoleggi intervengono nell'economia globale dell'outlet.

Oltre ai turisti occasionali, però, nell'outlet c'è anche la presenza dei frequent flyer: ecco perchè da fine giugno partirà l'accordo siglato con Miles&More, il programma di Lufthansa che serve proprio coloro che volano più spesso.

Una sfida è stata lanciata: la flessibilità del mercato darà le risposte!

Bianca Mutti

Nessun commento: