mercoledì 14 luglio 2010

Il Piemonte e il rilancio hi-tech con Enel.

L'indotto dell'hi-tech parte dal Piemonte: circa 50 aziende si sono presentate all'Enel con credenziali di tutto rispetto ed eccellenza per divenire una potenziale filiera subalpina del nucleare.



Componentistica, meccanica, elettronica ed elettrotecnica, servizi di engineering: "Sono imprese a tecnologia avanzata, – spiega Davide Del Vecchio, responsabile Enel degli acquisti per il nucleare e la ricerca – non hanno specifiche referenze nell'energia atomica, ma vantano significative esperienze in altri settori, come l'automotive o l'aerospaziale".

Le aziende possono candidarsi presso l'Enel fino al 20 luglio, data dopo la quale inizierà una selezione approfondita di coloro che si sono proposti: l'opzione nucleare in Piemonte potrebbe interessare addirittura un centinaio di realtà lavorative. "L'opportunità è straordinaria. - afferma Ermanno Maritano, responsabile energia di Confindustria Piemonte, di cui è anche vicesegretario regionale - Se si dovesse costruire una centrale nella nostra area, costo ipotizzato sui 4-4,5 miliardi, il 20% potrebbe essere in ricadute locali".

Leggendola in questi termini, il nucleale sarebbe una chance per la old economy: "L'iniziativa è ben gestita dall'Enel. E per le centrali, al di là delle specificità dei reattori, servono numerose opere convenzionali, dalle tubazioni all'edilizia" sostieneDavide Truffo, amministratore unico di Tecnologie Impiantistiche, srl di Collegno (Torino), che sta già lavorando nel decommissioning nucleare, a Saluggia, nel Vercellese, e a Casaccia, nel Lazio.

Oltre all'impresa, con un indotto che interesserà edilizia, industria cementiera e impiantistica metalmeccanica, il nucleare parrebbe anche essere una scelta condivisa per la formazione e la ricerca applicata: al Politecnico di Torino, negli ultimi cinque anni, gli iscritti al primo livello di Ingegneria energetica sono passati da 73 agli attuali 300, mentre quelli alla laurea magistrale in Energia nucleare da 27 a 110.

Il dado non è stato ancora tratto: quando tutte le decisioni definitive sul nucleare in Piemonte saranno state prese, potremo fare una previsione sugli sviluppi dell'economia subaplina e solo più tardi un bilancio. Nel frattempo attendiamo il forum sull'energia che Confindustria organizzerà nel mese di ottobre, per avere le idee più chiare e maggiori conoscenze sul nucleare.

Bianca Mutti

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