giovedì 20 gennaio 2011

Quando la green communication parla di web "a impatto zero".

Da tempo si parla di eco-sostenibilità e di comportamenti di tutela nei confronti dell’ambiente volti a ridurre le emissioni di CO2, e quindi ad arginare i cambiamenti climatici e preservare le risorse naturali.

Ci siamo abituati a ridurre i consumi e a farlo in modo più intelligente: in cucina abbiamo fatto spazio ai 3 contenitori per raccolta differenziata, abbiamo montato lampadine a risparmio energetico in ogni stanza, facciamo la lavatrice di sera e ci ricordiamo addirittura di spegnere il led rosso della tv prima di andare a dormire.

Ora anche i supermercati hanno sostituito i sacchetti di plastica con quelli biodegradabili e in ufficio pensiamo due volte prima di stampare, al grido di “meno carta, più Internet!”. Ma se credevate di aver già meritato il premio alla carriera eco-friendly, dovrete prima verificare che anche la vostra pagina web sia in regola.

Ebbene sì, perché nonostante ci consenta ogni giorno un gran risparmio di tempo e risorse, abbattendo le distanze e riducendo i costi della stampa, anche il web consuma energia: pc, stampanti, mouse e le periferiche collegate si alimentano ad elettricità, batterie, cartucce d’inchiostro. Dunque come ridurre l’impatto del nostro sito?

Life Gate ci dice come fare. Sul sito http://www.zeroimpactweb.com troverete tutti gli eco-consigli non solo per ridurre i consumi, ma anche per compensare le emissioni di CO2 generate da Internet.


Aderire è semplice: basterà registrarsi e versare una quota proporzionale al traffico generato in media dalle vostre pagine web. Il contributo servirà a finanziare il rimboschimento di una foresta in crescita. In cambio riceverete la mappa che indica il luogo di creazione/tutela dell’area verde e il certificato Zero Impact® Web da apporre al vostro sito.

Quando è un’azienda ad “autodenunciarsi” – a prendere consapevolezza, cioè, dei propri consumi –, ad attuare misure di compensazione e a comunicarlo al pubblico, allora dimostra non solo la propria attenzione a tematiche di interesse pubblico, ma anche di saperle sfruttare come leve strategiche di marketing al servizio della brand reputation. Gli utenti vogliono che i prodotti che acquistano rispecchino la loro sensibilità eco e le aziende rispondono facendo “green communication”, privilegiando i canali dei new media dove gli eco-user si riuniscono in community per misurare il bene che compiono per l’ambiente: e si sfidano a colpi di astinenza da bistecca per due settimane o pedalano in ufficio con i loro pc a tracolla (e mascherina anti-smog…).

Dimostrando che il loro blog val bene una foresta.

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