venerdì 11 febbraio 2011

Anche la montagna diventa hi-tech

Chi è convinto che la montagna resti il regno dell’avventura spartana, sinonimo di terra selvaggia e talvolta inospitale, dovrà ricredersi di fronte ai progressi tecnologici che stanno già scalando le nostre vette alpine. Da alcuni anni è infatti in corso un progetto di “Valorizzazione delle esperienze e dei prodotti turistici transfrontalieri delle Terre medie e alte”, abbreviato nell’acronimo di “Vetta”.

Nel 2013 una sessantina di rifugi lombardi e del Verbano Cusio Ossola avranno la copertura satellitare e saranno gestiti da Arduino, un sistema informatico progettato dall’università di Torino: il “cervellone” monitorerà il consumo di energia degli alpeggi, le scorte in magazzino e i rifiuti prodotti; in aggiunta, una rete di sensori lungo i sentieri conterà il numero dei passaggi per valutare i percorsi preferiti dagli escursionisti.

Aggiungiamoci pure la banda larga: Infopoint e Voip stanno colonizzando anche i rifugi, col favore dei camminatori più tecnologici, che anche a 3.000 metri di quota potranno consultare mappe online e verificare il meteo in diretta. Magari anche filmare un panorama mozzafiato, per poi postarlo sulla propria pagina Facebook nell’arco di pochi minuti.




Ma dov’è finita tutta la poesia della montagna? Quel silenzio che ci rimette in contatto con noi stessi, quell’immensità che ci insegna i nostri limiti? Ben vengano satelliti e sonde se al servizio della sicurezza e del comfort, ma gli albergatori più conservatori fiutano odore di marketing e temono la massificazione della montagna.

Bisogna d’altronde riconoscere che l’identikit dell’alpinista non corrisponde più allo stereotipo dell’escursionista solitario e austero, e che la tecnologia è ormai entrata a far parte anche del nostro modo di vivere lo sport e il tempo libero. La schiera degli appassionati di montagna si sta ampliando per abbracciare un pubblico di famiglie, spesso informato e ben attrezzato: non solo gli scarponi e l’abbigliamento adatto, ma anche Smartphone e mappe online per orientarsi facilmente e contattare i soccorsi per qualunque inconveniente.

A questo nuovo modello di appassionato si rivolgono brand come Gore-Tex e La Sportiva, che hanno lanciato un concorso per disegnare il proprio trekking boot ideale: al contest si accede soltanto attraverso Facebook, dalla pagina ufficiale Gore-Tex Outdoor products. C’è tempo fino a domenica 13 febbraio per inviare la propria registrazione, dopodichè i dieci migliori candidati scelti dalla giuria potranno sottoporre il proprio progetto di La Sportiva boots ed essere votati dagli altri membri della community. I tre più meritevoli passeranno alla fase finale, che prevede due giornate, una di workshop presso l’azienda e una sul campo per testare la scarpa. Un premio esperienziale, di reale coinvolgimento e gratificazione per l’appassionato.

Morale? La tecnologia non è avversa né cattiva, come la montagna: che ogni tanto va anche da Maometto.

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