venerdì 25 febbraio 2011

Mostre virtuali e aeroporti-museo: l’arte da vivere.

Quante volte ci siamo ripromessi un viaggetto a Parigi per guardare finalmente negli occhi Monna Lisa al Louvre o una gita a Firenze per il week-end, a contemplare la maestosità del David di Michelangelo nella Galleria dell’Accademia? Ma alla fine, il tempo o le finanze ci sono tiranne e finiamo per rimandare i nostri propositi culturali…

Da oggi, però, niente più scuse con Google Art Project: un servizio lanciato qualche settimana fa, che permette di visitare virtualmente alcuni tra i musei più famosi al mondo comodamente dal divano di casa, e di raccogliere le proprie opere preferite all’interno di collezioni personali. Pochi giorni ed è già stato boom di contatti: più di 10 milioni di visitatori hanno già esplorato le sale 3D del Louvre, degli Uffizi, del MoMa di New York o dell’Hermitage di Sanpietroburgo.



E contrariamente alla sensata obiezione che il progetto possa sottrarre turisti “reali” ai musei, i dati parlano di un aumento di afflusso alle gallerie d’arte, dimostrando come l’arte – se portata in modo “friendly” e debitamente comunicata – possa fungere da volano per il turismo.


Ad un’arte “friendly” ha pensato anche Michele Coppola, l’Assessore alla Cultura di Torino, sottoponendo il suo progetto Art&Fly ai direttori delle principali mostre cittadine: l’idea è di portare l’arte in un contesto non convenzionale, allestendo sale museali in aeroporto. Un’occasione per avvicinare il nostro patrimonio culturale a un pubblico più esteso, invogliando anche i turisti a esplorare le bellezze della città. Immaginate una visita ai tesori egizi anziché al duty free, o un’occhiata a una personale fotografica in attesa del volo.

Uno spunto interessante per le strutture aeroportuali nel costruire programmi di loyalty rivolti al proprio target, intesi come destinatari da gratificare e fidelizzare. Il pubblico senziente chiede partecipazione, la possibilità di vivere esperienze positive ed emozioni intense.
Compito del marketing sarà quello di mettere in relazione il cliente con il suo target, creando occasioni di coinvolgimento, per alimentare una buona disposizione nei confronti del brand da un lato, e dall’altro trasformarlo in propensione all’acquisto.


Obiettivo dell’operazione Art&Fly è appunto migliorare l’“Airport Experience” (e l’approccio dei viaggiatori/turisti all’aeroporto torinese di Caselle) tramite iniziative volte all’engagement da parte sia dei flyer, sia degli operatori aeroportuali.

Ecco che una lounge si trasforma in sala espositiva, la terrazza dei visitatori diventa palco per una perfomance, l’area parcheggio ospita stand per un evento o totem interattivi. L’aeroporto da non-luogo – una zona di transito “stop-and-go” – diviene luogo da vivere: riconoscibile e accogliente. In una parola, esperienziale. Per portare, auspicabilmente, un ritorno in termini non solo di immagine, ma anche di acquisti in servizi aerei e presso i merchant della struttura.

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