mercoledì 23 marzo 2011

Extreme couponing

Kathy Spencer era una casalinga disperata. Non certo come le quattro housewives di Wisteria Lane, la cui massima preoccupazione può riguardare semmai come coltivare un seme di avocado dopo una cena a base di guacamole. No, lei era davvero disperata, essendosi ritrovata qualche anno fa sull’orlo di una crisi economica (e di nervi): un marito gravemente malato, la salatissima assicurazione medica da pagare e quattro figli da mantenere. La necessità, si sa, aguzza l’ingegno: così Kathy ha iniziato a raccogliere e sfruttare buoni sconto, riuscendo a fare la spesa per tutti con pochi dollari.

In tre anni, coupon dopo coupon, da semplice strategia di sopravvivenza la sua si è trasformata in vera e propria filosofia di vita: oggi la graziosa 40enne, che vive in Massachusets in una casetta di campagna con la famiglia e non si fa mancare nulla, ha aperto un blog che insegna How to shop for Free e che l’ha resa in tempi record il guru del risparmio, con uno stuolo di followers che coinvolge migliaia di utenti fra sito, pagine Facebook e Twitter e il libro recentemente pubblicato. Seguendo i suoi consigli e le segnalazioni postate sul blog, è possibile acquistare cosmetici di qualità a prezzi stracciati, andare a cena in quattro spendendo poche decine di dollari o addirittura ritirare prodotti gratuitamente iscrivendosi a siti specializzati.

Niente di tanto innovativo per chi già da tempo conosce i gruppi di acquisto online, siti come Groupon, Groupalia, LetsBonus, PoinX (ma la lista si allunga di giorno in giorno) basati sul raggiungimento di un numero minimo di adesioni, oltre la quale forti sconti su prodotti e servizi sono assicurati.
Ormai l’acquisto a prezzi “mini” non è più (o non solo) dettato da condizioni di ristrettezza economica, ma sta prendendo piede come fenomeno di costume: non una semplice questione di risparmio, ma piuttosto una “caccia all’affare”, una sorta di sfida per tutti i fashion victims che, rincorrendo offerte e voucher, possono permettersi borse griffate, scarpe all’ultimo grido, trattamenti estetici e viaggetti vantaggiosi. Concedendosi magari anche qualche sfizio in più (difficile resistere quando anche la SPA è accessibile all’80% in meno…), arrivando probabilmente a sforare sul budget ordinario.

Ricerche ormai diffuse svelano che il buono sconto mette tutti d’accordo in fase di orientamento alla scelta, e rappresentano un’ottima leva di fidelizzazione soprattutto nei confronti degli consumatori più diffidenti. La guerra fra i dealers per sottrarsi clientela è più giocata su offerte di carattere edonistico: un massaggio, una cena, un week end fuori porta fanno gola soprattutto alle donne giovani fra i 25 e i 35 anni, il target più ricettivo ai fidelity programs.

E sull’onda dello spostamento dal reale al virtuale, immagino futuri possibili in cui lo shopping durante i saldi si farà all’interno di Outlet 3D: niente più calca e code domenicali, assortimento e ricambio continui, e un grande attentato al nostro conto in banca.

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