giovedì 7 aprile 2011

Stop al Televoto, al via la Social TV!

Se si dice interattività in riferimento alla televisione, gli spettatori italiani pensano per lo più al televoto: erede della telefonata a casa - oggi integrato anche con gli sms da cellulare - resta per ora uno dei pochi strumenti di dialogo con la nostra “scatola parlante”. Che con l’avanzare della tecnologia e della multimedialità, si vede insidiata nel suo ruolo di regina del focolare domestico.

Lungi dall’essere scalzata dai nostri salotti, dovrà assecondare l’irruzione dei new media e aprirsi al confronto col pubblico attraverso il web. Pensiamo a tutte le volte in cui qualche amico o i nostri figli hanno seguito il Grande Fratello (a titolo di esempio, s’intende) con un occhio allo schermo e con l’altro al cellulare - a scambiare commenti con altri appassionati - o in collegamento diretto con i nostri contatti su facebook. Si tratta di una prima, abbozzata, esperienza di social tv, che miscela tv, cellulare e internet, e coinvolge fra il 35% e il 40% dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni.

Ma basta spostarci oltreoceano, negli USA per l’esattezza, per farci un’idea della rivoluzione che ci attende, e pare ci coinvolgerà entro l’anno. Preparate gli smartphone, sintonizzate il digitale terrestre e allenatevi sui forum: sono in arrivo siti e applicazioni dedicati ai programmi tv. Durante lo spettacolo, sarà sufficiente collegarsi via web o cellulare a uno di questi servizi e fare check-in, per confermare all’emittente che si sta seguendo la trasmissione ad una certa ora. In cambio, riceveremo premi fisici o virtuali, o l’opportunità di partecipare a eventi o concorsi. Immaginate di guardare Dr. House e di ottenere uno sconto sull’acquisto del DVD dell’ultima serie; o ancora, di connettervi a Boris in streaming e scaricare il buono per ritirare adesivi del pesciolino-icona, t-shirt, biglietti per vedere il film al cinema o un posto in prima fila per l’anteprima.

Il meccanismo di rewarding si presta a innumerevoli declinazioni e può dimostrarsi un’ottima leva di fidelizzazione: lo spettatore assiduo e partecipe potrà raccogliere coupon digitali via mail, codici sconto sul cellulare e gadget fisici della propria serie cult.
Ma anche diventare parte attiva nella generazione dei contenuti (gli esempi ci arrivano sempre dagli Americani): la piattaforma Miso include una enciclopedia della tv redatta dagli utenti, Fan TalkTv o I Qlipso offrono aree virtuali per commentare news e programmi. Su Moki.Tv è addirittura possibile creare stanze, scegliere un film tra le proposte disponibili sul canale online e invitare gli amici in un gruppi di visione. Il prossimo step vedrà l’integrazione di tutti questi nuovi servizi nelle tv di nuova generazione, direttamente connesse a Internet.

Ma la social tv riuscirà davvero a dare più spazio al pubblico? Il rischio è che questa promessa di maggiore partecipazione e interattività nasconda intenti e interessi più delle emittenti che dell’audience.

La tecnologia ci mette a disposizione la Social Tv, starà alle aziende farne buon uso.

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