martedì 24 maggio 2011

Silenzio in sala: va in scena la brand experience firmata Santal.

Milano, venerdì sera, lunghe code di fans in fremente attesa davanti al botteghino per la prima de "I Pirati dei Caraibi 4". Varcata la biglietteria, un gruppo di hostess ha richiamato l'attenzione del pubblico, domandando chi avesse con sè della frutta, invitandoli a depositarla nei contenitori appositi presenti nelle hall. Un nuovo divieto nelle sale? Così dev'essere sembrato agli spettatori milanesi, costretti a cestinare gli spuntini salutistici che portavano in borsa.

Una serie di cartelli affissi ribadivano il severo divieto a consumare frutta all'interno dei locali del cinema. Si entra in sala, partono i trailer e poi finalmente i titoli di testa. Ma più volte la proiezione viene disturbata da sonorissimi morsi di mela, che destano la curiosità e il disappunto dell'uditorio. Fino al colpo di teatro finale: mentre sullo schermo appare nuovamente il cartello di "frutta vietata", irrompono in sala due maschere armate di grandi torce, che subito identificano tra le prime file il trasgressore colto in flagranza di morso.

 Mentre il colpevole viene allontanato con la forza dalla sala, il divieto sullo schermo lascia il posto a una carrellata su tutti i pack di Santal Frullato, accompagnati dalla headline "La frutta non si mangia, si beve. Anche al cinema". Sospiro di sollievo e applausi dei presenti, sorpresi e divertiti.


Un bell'esempio di brand experience, interattiva e coinvolgente. La comunicazione sui new media si sta facendo sempre più esperienziale, appunto, e abbandona i mezzi tradizionali per sconfinare in performance e momenti ludici. Più divertenti e per questo memorabili: avvicinano il brand al nostro mondo, creano buona disposizione verso il marchio e l’acquisto.
Di fronte a tanta pervasività dell’advertising, alla prossima serata al cinema arriveremo a diffidare anche dei pop-corn?

Nessun commento: