martedì 3 maggio 2011

Tra viral e community, il marketing si tinge di "green".

Ecocompatibilità, risparmio energetico, eco-friendly, green economy sono questioni ormai all’ordine del giorno, che permeano stili di vita e abitudini di consumo: dalle biobotteghe ai minimarket con prodotti equosolidali o a km zero, magari attrezzati di dispenser e recipienti riutilizzabili.
Ora anche le imprese ed il marketing cambiano colore e si tingono di verde, sfruttando un filone in espansione e di forte presa per il pubblico. L’advertising punta sempre di più su etica e sostenibilità, accompagnandosi spesso a nuove forme di comunicazione virali e ludiche.

Proprio sul concetto di divertimento si fonda The Fun Theory, secondo la quale è possibile correggere le nostre pessime abitudini semplicemente rendendole più piacevoli. L’esempio – non recentissimo per la verità, ma di forte impatto e sèguito – ci arriva dalla casa automobilistica Volkswagen, nell’ambito della campagna Think Blue Volkswagen che promuove una guida più ecosostenibile e incoraggia un uso più smart delle risorse a nostra disposizione.

Per invogliare a ridurre gli sprechi e a modificare atteggiamenti in ottica ambientalista, le scale mobili della metropolitana di Odenplan, in Svezia, sono state trasformate per un giorno nei tasti di un pianoforte che suonavano al passaggio delle persone. Allo stesso modo, un semplice bidone per la raccolta differenziata del vetro è stato trasformato in un videogioco, con accumulo di punti per chi inseriva i rifiuti nel contenitore corretto.
I risultati sono stati straordinari: alla stazione della metro il 66% in più degli utenti ha scelto di utilizzare le scale tradizionali, mentre in poche ore il cassonetto ha raccolto 72 kg di materiale riciclabile in più rispetto a una giornata tipo.

Più recente è il fenomeno del Green Washing o Green Graffiti: non si tratta di un nuovo tipo di eco-vernice, né di un moderno sistema di pulizia dei muri pubblici, però il concetto è simile. Attraverso un forte getto d’acqua puntato su strade e marciapiedi, è possibile rimuoverne lo strato superficiale di smog, e imprimere sull’asfalto messaggi promozionali “puliti” attraverso apposite maschere brandizzate.

E come non pensare ad una Green Community? Si chiama Mother Nature Network ed è un social media americano che tratta tematiche ecologiche, energetiche e di economia domestica, proponendo anche ai membri più attivi il sistema di raccolta punti WorldShares. Caricando video, commentando o interagendo con gli altri utenti, gli iscritti posso accumulare Earn Points, veri e propri “gettoni benefici” convertibili in donazioni a favore di associazioni impegnate in progetti ambientali.

Dalla Fun Theory agli adepti di Madre Natura: quando l’advertising fa bene al marketing e anche all’ambiente.

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