venerdì 1 luglio 2011

La manutenzione urbana si fa social: è l’era della e-democracy.

Sei stufo della solita buca sulla strada dove la tua auto sobbalza puntualmente ogni mattina? O di quella discarica abusiva, che turba il panorama e anche le tue narici? Chissà quante volte, passeggiando in città o fra le stradine del tuo paese, ti sarai imbattuto in segnaletiche divelte, muri imbrattati, un marciapiede ostruito o una fontanella fuori uso, e ti sei chiesto come e a chi segnalare il problema.

Se un tempo la democrazia si esercitava nei fori e nelle piazze, nell’era del Web 2.0 la soluzione ci viene da un social network: si chiama ePart, un servizio online che consente ai cittadini di dialogare direttamente con i gestori della “cosa pubblica” inviando segnalazioni su disservizi o disagi presenti nel proprio Comune.



Come funziona? Sei al parco e avvisti un cumulo di rifiuti abbandonati? Una giostra danneggiata o una panchina pericolante? Smartphone alla mano (oppure via pc, una volta a casa) ti colleghi al portale e localizzi il punto sulla mappa: scegli la tipologia di segnalazione e descrivi il problema, con la possibilità di allegare anche qualche foto. La palla passa all’Amministrazione Pubblica, mentre dal portale tu potrai seguire via via lo stato di avanzamento lavori, fino al ripristino del servizio.

Un social network in piena regola – seppure, nel caso specifico, al servizio della cittadinanza - basato sulla logica di condivisione e interazione fra utenti, con uno spazio anche per la gratificazione: sul sito infatti compare addirittura una classifica degli abitanti più collaborativi e delle province più attive. ePart è accessibile anche in modalità mobile, un filo diretto col proprio comune per inviare segnalazioni al volo, in modo pratico e immediato, proprio dal luogo dove si è riscontrato il problema.

I primi a crederci sono stati gli udinesi, dopodiché la e-democracy si è diffusa lungo tutto lo stivale: il sofware è a pagamento, viene rilasciato in abbonamento a un costo crescente in rapporto al numero di abitanti (€3.000 per un comune di 10.000 persone, €60.000 per uno di 400.000). Un investimento che vale la pena di affrontare per una gestione pubblica più efficiente: ma se fare il sindaco da oggi è più facile, disattendere le aspettative espone il primo cittadino a maggiori rischi. Tra i quali, quello di una brutta pagella online…

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