martedì 2 agosto 2011

Non è un Paese per vecchi: App e 3D rivoluzionano l’arte.

Il viaggio ha inizio all'interno di una galassia tridimensionale, orientandoci con una bussola e una tracklist: avanzando tra le nebulose è possibile toccare le stelle - partendo da Crystalline, il primo astro-brano - vere e proprie porte di accesso ad esperienze in-App.
Per chi non fosse aggiornato in fatto di cyber-musica, urge un excursus in Islanda, la patria natale di Bjork. Da sempre incline alla sperimentazione e alle collaborazioni con designer, scienziati e programmatori, da poco l'artista ha lanciato un nuovo LP che potrebbe rivoluzionare l'industria musicale. Si tratta infatti del primo esempio di "app-album", che unisce alla musica originale, elementi grafici interattivi a finalità didattiche e composizioni musicali.


"Biophilia" viene presentata sotto forma di dieci esperienze In-App attraverso un'esplorazione multimediale di una galassia 3D in stile minimal, sviluppata per iPad a quattro mani con la casa di Jobs. Una volta scaricata gratuitamente l'App, ogni brano è acquistabile a €1.59 dallo store online e apre le porte a un mondo interattivo, in cui note e fenomeni fisici si fondono, tra pentagrammi per cantare in stile karaoke, animazioni astratte e tracce sonore interattive modificabili dall'utente. La galassia si completerà a fine settembre, col rilascio dell'ultimo brano, e del formato CD tradizionale. Una formula innovativa che potrebbe rivelarsi vincente per risollevare le sorti di un mercato in caduta libera, solo parzialmente frenata dalle vendite via web.

Ma quello della contaminazione digitale (e talvolta, dello stravolgimento) è un trend che, seppur partito dall'ambito musicale, non sta risparmiando via via anche le altre arti: quest'autunno andrà in scena in prima mondiale uno spettacolo in 3D sul palcoscenico dell'Opera di Stato di Budapest. Lirica e balletto prenderanno vita su fondali che non saranno semplici poiezioni ma scene totalmente tridimensionali, che lasceranno al regista completa libertà di riorganizzare, cambiare e migliorare le scene in ogni momento, di sera in sera.

I vantaggi? Nessuna postproduzione e possibilità di modifica delle scenografie in tempo reale, con abbattimento dei costi materiali di realizzazione; possibilità di creare scenari "allargati" e virtualmente infiniti, senza vincoli dettati dalle dimensioni della sala. L'azione si estenderà all'intero teatro, a prescindere che lo spettatore sieda in platea o in galleria, permettendo al pubblico una totale immersione e senso di interazione con la scena.

Se è vero che, adottando le nuove formule 3D, i botteghini potranno ampliare il repertorio e quasi azzerare i costi della mano d’opera, i registi godere di maggiori libertà creative, gli spettatori vivere un’esperienza interattiva seduti sulla loro poltrona di velluto, dall’altra sorge spontanea una domanda (che suonerà forse nostalgica ai fan del tech): che fine faranno gli artigiani, gli scenografi, i magazzinieri? Si ritaglieranno una nicchia di mercato per soli puristi del teatro o si arrenderanno alla rivoluzione tecnologica a colpi di mobile e 3D?

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