mercoledì 14 settembre 2011

Cookous: e i manicaretti diventano social.

Sei nuovo in città e cerchi compagnia per cena o semplicemente non hai impegni per la serata e avresti voglia di trascorrerla in un ambiente ospitale e rilassato? Oppure, sei un cuoco sopraffino e sei in cerca di commensali da stupire e deliziare con le tue abilità culinarie, magari guadagnandoci anche qualcosa?
E' in arrivo Cookous, che i creatori annunciano come la prossima "social eating revolution": prepariamoci insomma a stravolgere le nostre abitudini a tavola o ai fornelli.

Per ora, si tratta ancora di una startup e se ne attende a breve la pubblicazione: sul sito attualmente online è possibile intanto iscriversi per entrare a far parte delle liste di futuri ospiti e/o padroni di casa.
Una volta attivata la community, basterà accedere al servizio scegliendo se partecipare in qualità di cuoco o di commensale, cioè se promuovere un "convivio" o aggregarsi a uno in programma. E' previsto un sistema di revenues attraverso il quale gli invitati corrispondono un compenso individuale al padrone di casa, sfruttando la piattaforma del sito per il pagamento. Successivamente, ogni utente dovrà rilasciare obbligatoriamente un feedback sugli altri membri del gruppo, contribuendo così l'acquisizione di punteggi e status all'interno della community.


In sostanza, Cookous rivisita in chiave web 2.0 le dinamiche delle cene tra amici, spostandolo in un contesto digitale e trasformandolo in una community social. Una trasposizione, se vogliamo, del fenomeno degli "home restaurant", già in voga a Londra o New York, che si può incontrare anche nei vicoli della Bari vecchia - e proprio da qui provengono i quattro ideatori della startup - dove le cucine di casa sfornano panzerotti da offrire ai passanti.

Cookous è un'esperienza socializzante che sfrutta i canali della rete: la community filtra gli utenti attraverso le recensioni e lo scambio di opinioni, e funge da aggregatore per fare conoscenza e condividere un pasto "esperienziale", insaporito dalla convivialità che spontaneamente si crea all'interno del social network.
Trattandosi di un meccanismo in grado di generare ricavi, non è da escludere una futura evoluzione del modello in ottica business, con il coinvolgimento di locali e ristoranti.

Restiamo allora in attesa dell’annunciata rivoluzione culinaria, e intanto conviene passare parola alle amiche esperte ai fornelli: potrebbe diventare un’ottima soluzione per i single e le frane in cucina.

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