martedì 17 gennaio 2012

PoiStory: la ricerca semantica al servizio della promozione turistica.

Per ogni pagina frusciante di oggi, una schermata di pixel mutevoli domani: la digitalizzazione dei contenuti è un trend che ormai conosciamo e sperimentiamo quotidianamente in molteplici contesti. Le offerte volantino del supermercato sotto casa possiamo riceverle via mail, l’ultimo best-seller in libreria lo divoriamo sull’iPad e da quando son comparse le mappe stradali scaricabili su cellulari e navigatori, anche l’esperienza del viaggio non è più stata la stessa.

Stai programmando l’itinerario per le prossime vacanze? Se sei un turista “analogico”, nostalgico della guida da sfogliare e consumare, presumibilmente ti recherai in libreria e confronterai diverse edizioni prima di portarti a casa la fidata Lonely Planet aggiornata. Se invece cavalchi l’onda del digitale, esplori città sconosciute guidato solo dal Tom Tom, non visiti una mostra prima di averne letto commenti e recensioni online, da oggi hai uno strumento in più che viene dalle community social.


Nato a Bologna come progetto di studio in ambito universitario, da giugno dello scorso anno è online in ambiente pubblico PoiStory, una piattaforma per la condivisione di contenuti turistici fra utenti. Si basa sulla geolocalizzazione e sul crowdsourcing, grazie ai quali i contenuti sono generati dai membri del gruppo, che possono condividere informazioni sul proprio viaggio, postare commenti e recensioni, proporre itinerari e pubblicare foto e video.

La vera rivoluzione, però, consiste nel suo motore di ricerca, che sfrutta un sistema di “QualiTag” (classificazioni qualitative) per la definizione e il reperimento dei Poi (i “Point of interest”, le mete d’interesse localizzate su mappa, da cui il progetto prende il nome): in sostanza, questi tag “intelligenti” consentono di caratterizzare un luogo in maniera “analogica”, attraverso significati e suggestioni, in modo da coglierne l’anima, la vera essenza, le sensazioni evocate. Dall’approccio nozionistico a quello esperienziale del viaggio: ciascun user può contribuire al sapere condiviso e al contempo attingere ai soli contenuti di proprio interesse, per comporre a mo’ di puzzle la propria guida personalizzata.

Se da un lato si tratta di uno strumento tecnologico per il turista evoluto e digitalizzato, dall’altro lascia intravedere grandi potenzialità sul piano del marketing: sia come mezzo di promozione del territorio da parte di “local business”, realtà interessate a comparire fra i Poi recensiti e consigliati, sia come panorama di riferimento per i “destination marketer” che dispongono così di un canale diretto con il proprio target, per sondarne gusti e orientamenti.
In sostanza, il resto della partita e le sorti di quella che per ora si afferma come valida intuizione per il settore turistico si giocherà sul piano delle scelte strategiche e dell’approccio al viaggiatore 2.0.

Nessun commento: