venerdì 24 febbraio 2012

Azienda Mon Amour: il lavoratore fedele è anche più produttivo.


 C'è il collega entusiasta del suo lavoro, quello che ama creare o incasellare dati in tabelle o pianificare i progetti o esporre brief e debrief: questo tipo di coinvolgimento viene definito “lavorativo". C'è poi l'aziendalista, quello innamorato della realtà per cui lavora prima ancora che del proprio ruolo (certo, troppo facile se si è assunti da Google o Microsoft, nomi che da anni occupano i primi posti della classifica Great Place to Work). Un simile coinvolgimento è chiamato "organizzativo". Quello "comportamentale", invece, esprime iniziativa e ambizione di crescita professionale, seppur pesi meno l'aspetto di lealtà all'impresa. Infine il profilo "organizzativo-comportamentale" descrive l'impiegato problem solver, che tuttavia non sempre nutre fiducia nei confronti della dirigenza.

Qualcuna fra queste descrizioni vi ha forse ricordato un collega, il vicino di scrivania, l'amministrativo al piano di sopra? E voi in quale categoria vi riconoscete? Si tratta di quattro tipologie di lavoratore individuate dalla Society for Human Resource Management, che ha recentemente presentato un nuovo studio sul rapporto fra attaccamento all'azienda e produttività. Ne emerge una conclusione abbastanza ovvia: il rendimento in ufficio risulterebbe direttamente proporzionale alla fedeltà all’impresa.

I già citati Great Place to Work (“ambienti di lavoro eccellenti”) sono il risultato delle relazioni vissute quotidianamente dai dipendenti, la cui soddisfazione ruota intorno a tre fattori cardine: l’orgoglio verso ciò che si produce, insieme al legame e al cameratismo con i colleghi sono elementi fondamentali, ma in primis viene la fiducia nei confronti del management e la percezione di ricevere considerazione verso i propri bisogni e un trattamento equo. Ecco che diventa importante per le aziende misurare la fiducia dei propri collaboratori e adottare iniziative per gratificarli e fidelizzarli.


In Sint ci occupiamo spesso di tematiche legate al welfare aziendale, come nel caso del cliente Ferrero – azienda a sua volta riconosciuta fra le migliori realtà lavorative italiane –, per il quale ci è stato richiesto di studiare un programma di caring dedicato alla Forza Vendite, spesso fuori sede e con esigenze specifiche legate al business. Grazie alla tessera Ferrero Pass, gli agenti possono beneficiare di agevolazioni sugli acquisti presso una rete di partner diffusi capillarmente sul territorio, come sconti al ristorante, in centri benessere o per l’affitto di un’auto. Inoltre, possono contare su un help desk telefonico attivo 24 ore su 24 tutto l’anno, per consulenze professionali o legate alla vita quotidiana. Uno strumento a supporto dei collaboratori per sgravarli di alcune incombenze e offrir loro vantaggi fruibili anche fuori sede.

Considero le relazioni la colonna portante della socialità, tanto da averne fatto una passione e un mestiere. Mi piace pensare che i miei collaboratori nutrano stima nei confronti dell’azienda prima di tutto per le persone che la compongono. La mia personale regola d’oro? Non smettere mai di credere che sia possibile fare ancora meglio.

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