mercoledì 16 maggio 2012

Non chiamatela macchinetta! Il futuro del retail passa dalle vending machine.

Ce ne accorgiamo giorno dopo giorno, passeggiando fra i negozi in città: gli store stanno cambiando faccia e riflettono un trend generale che tende al ridimensionamento degli spazi per contenere i costi fissi. La crisi ha costretto i negozianti che vogliono rimanere competitivi non solo a ridurre le spese di gestione ma anche ad aguzzare l'ingegno, per conquistare clienti a suon di novità.

Ecco che vediamo le nostre piazze fiorire di pop-up store, installazioni temporanee che appaiono con la stessa rapidità con cui svaniscono: si annunciano con campagne teaser, stupiscono, attirano l'attenzione e richiamano il pubblico con promozioni, rendendo memorabile la customer experience.

Ma fare la spesa oggi non significa necessariamente uscire di casa: l'e-commerce ha smaterializzato banconi e insegne, per distribuire in ovunque a partire da un unico magazzino centralizzato.

Facciamo un passo in più: c'è chi pensa che il futuro del mercato sia rappresentato dai distributori automatici. In Italia non conoscono crisi e consentono di vendere qualunque cosa: dagli snack ai piatti pronti, dai bikini ai romanzi, dai CD ai mazzi di fiori.

Una vending machine ha costi fissi ridotti e può essere collegata alla Rete, per diventare una sorta di piattaforma e-commerce alla rovescia (o una sua derivazione): con un sito web si vendono prodotti in tutto il mondo da un posto solo, con un distributore automatico si vendono in un posto solo prodotti da tutto il mondo. Dal fisico all'immateriale... e ritorno.

In Germania si sono inventati un farmer market automatizzato: una macchinetta che eroga ai passanti cibi freschi prodotti dagli agricoltori locali. Niente standardizzazione dei prodotti, solo alimenti genuini a km0, per sostenere l'economia locale.

Come farsi mancare l'arma dei social? Algida ha sfruttato la tecnologia biometrica per lanciare un concorso di "felicità da condividere" (Share Happy): il distributore dotato di un sistema avanzato di riconoscimento del viso profilava gli utenti per età, sesso, razza e... umore, invitandoli a sfoggiare il proprio sorriso migliore e a condividerlo via Facebook. Al vincitore, un cornetto gratis. Un esempio riuscito di come l'aspetto sociale della pausa col gelato possa essere euforicamente trasposto (come direbbero i semiotici) anche all'esperienza di acquisto.


Anziché vendere, a New York si può anche “scambiare” merce presso uno Swap-o-Matic, una macchina posizionabile all’interno di negozi o centri commerciali, che consente di depositare un oggetto e ricevere in cambio dei crediti, con i quali acquistare a propria volta un altro prodotto di cui si ha bisogno. Un distributore di sostenibilità, dunque, che promuove la cultura del riciclo e del consumo consapevole.

Tanti modelli di business alternativo, che sempre più rinunciano alla concretezza (onerosa) del negozio fisico in nome della mutevolezza e del ricambio continuo consentite da forme di retail più volatili.

Per stupire con la novità, coinvolgere, emozionare, in modalità self-service.

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