giovedì 21 giugno 2012

Monete locali per rilanciare il commercio di zona: anche questa è fidelity.

Napo, Kro, Scec, Tau, Thyrus, Toc: vi dicono qualcosa queste sigle? No, non si tratta di antichi eroi epici, tantomeno di nuove tasse sugli immobili... Se vi dicessi che potrebbero rappresentare il futuro (o la salvezza) per l'economia?
Definite per semplicità come monete locali, sono in realtà buoni sconto al portatore: non si sostituiscono, cioè, al conio corrente, ma valgono come voucher per acquisti a prezzi scontati.


E partendo da Napoli, stanno colonizzando tutto lo Stivale: distribuite già dal 2007 dall'Associazione Arcipelago Scec, le prime banconote "virtuali" circolano ad oggi in 12 regioni italiane. Il modello parte dalla creazione di un circuito di esercizi commerciali che praticano sconti ai clienti in cambio di pagamenti parziali in Scec (per una quota, ad esempio, del 10%): in sostanza, a fronte di una spesa di €100, €90 verranno versati in euro mentre i restanti €10 in Scec.

Questi non potranno essere incassati ma solo reimpiegati presso altri negozi della rete o in attività sul territorio (come finanziamento, ad esempio, per iniziative di riarredo urbano). Da Napoli a Roma, Crotone, Firenze, Siena, Padova e Venezia: oggi lo Scec ha lambito le province di Parma e Milano, raggruppando oltre 15 mila esercenti e 2.500 studi professionali.

Sempre nella capitale partenopea, lo stesso progetto assumerà dimensioni locali con il Napo: entro l'anno verranno stampati 70 milioni di banconote da distribuire come "premio-incentivo" alle famiglie in regola con il fisco, in pacchetti del valore di €250. Una manovra anticrisi per rilanciare l'economia locale convogliando la spesa dagli ipermercati ai negozi del quartiere. Ma anche un altro modo per fidelizzare i clienti, che faranno spesa con uno sconto assicurato (ma solo presso i negozi affiliati nella città).

Ben prima che si parlasse di Scec e Napo, in Abruzzo e in Calabria oltre 10 anni fa si tentò un esperimento (contestato dalla Finanza e di vita breve) per creare una vera e propria moneta territoriale, alternativa all'euro: nel 2004 l'Eco-Aspromonte veniva accettata come valuta-voucher per gli acquisti all'interno del Parco Nazionale, introdotta per incentivare l'economia di zona a km0.

Con la stessa finalità etica - di tutela e valorizzazione del commercio locale -, 350 imprenditori in Val di Susa hanno fondato pochi mesi fa Etinomia: oggi 150 aziende del circuito riconoscono ai clienti sconti del 10% a fronte di pagamenti in "Susini", voucher che si sta pensando di inserire anche all'interno di pacchetti turistici per un rilancio commerciale e di immagine della Valle.


Alla crisi dei consumi, dunque, le amministrazioni locali sembrano rispondere con un’arma a noi molto familiare: la fidelizzazione, al servizio del piccolo risparmio e del local. Prodotti di filiera corta (magari bio o artigianali) e sconti sugli acquisti con moneta virtuale: tutti pronti all’invasione dello Scec?

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