martedì 30 ottobre 2012

A lezioni di business dai ventenni: nasce Tam Town, per un mercato social dei servizi.

E' online da pochi mesi e sulla pagina ufficiale di Facebook i Like raccolti sfiorano quota 1000: Tam Town riecheggia il tam tam attraverso il quale chi necessita di un servizio riesce a trovare un fornitore in linea con le proprie esigenze generando un passaparola all'interno di una comunità. L'idea è semplice e poggia sul concetto della condivisione delle competenze e del tempo: Tam Town è una piazza virtuale costruita per far incontrare la domanda con l'offerta sfruttando il canale web. Non si tratta di un sito per cercare lavoro, non ospita curricula né annunci di aziende: chiunque può postare un servizio (dal babysitting a lezioni di lingue, dal personal training al tinteggio casa) o richiedere una prestazione sulla base delle proprie disponibilità economiche: più la descrizione sarà precisa, maggiori saranno le possibilità di incontrare il professionista più adatto.
Perché mi colpisce? Innanzitutto, per un mix di ingegno, coraggio e di campanilismo. Il progetto è stato ideato da giovani studenti della mia città all'interno dell'I3P – una sorta di laboratorio-incubatore universitario del Politecnico di Torino – che ha poi visto la luce grazie al supporto di consulenti e professionisti che ci hanno creduto, e che quindi hanno fornito loro gli strumenti tecnici e le competenze per svilupparlo. Un lavoro che rende onore a quattro ingegneri ventenni specializzati in finanza e tecnologia, che hanno saputo miscelare capacità e intraprendenza partendo da un investimento iniziale che supera di poco i 20 mila euro.

In secondo luogo, Tam Town ben valorizza il lato democratico e sociale della Rete: una sorta di "banca del sapere e del tempo" che serve ai professionisti per ampliare il proprio mercato e ai privati per mettere a disposizione le proprie capacità o mezzi, anche se non formalmente riconosciuti (riparazioni, consulenze, trasporto, doti creative) e a valorizzare il proprio tempo.

A chi cerca basterà pubblicare l'annuncio perché il sistema diffonda la richiesta a una serie di offerenti con i requisiti adatti: in breve tempo riceverà un preventivo e potrà scegliere a chi affidare quel lavoro in base al prezzo, alle competenze e ai feedback del fornitore (assegnati dall'utente per garantirne l'affidabilità). I suoi creatori non percepiscono alcuna fee sulle transazioni, i pagamenti vengono gestiti direttamente tra gli utenti, che ne concordano modalità e tempi. Si può effettuare una ricerca direttamente su mappa o navigando fra le categorie di interesse: ogni annuncio è geolocalizzato per rendere ancora più semplice trovare persone nella propria città (o quartiere o isolato) disposte ad aiutarci. Perché Tam Town è "Una Città al tuo servizio".


E a proposito di startup torinesi, ci vantiamo di essere partner di un progetto benefico nato appunto dall'idea di un giovane di Torino dopo il master in business management alla ESCP, esattamente come il giovane AD di Tam Town. Intorno a lui si è formato un team di esperti di comunicazione, capitanati da un testimonial d'eccezione, Luca Argentero, che da quasi un anno a questa parte invita tutta Italia a offrire un caffè. Anzi, a donarlo.
Per alcuni è la prima azione della giornata, un’occasione d'incontro che ogni giorno fa conoscere persone, concludere affari, risolvere problemi: quante cose possono accadere, solo grazie a un caffè. Da questa riflessione è nata 1 Caffè Onlus, che raccoglie donazioni per finanziare tante associazioni locali di volontariato, ogni giorno una diversa: ciascuno di noi può dare il suo piccolo contributo offrendo un caffè (del valore di 1 euro) o una colazione (5 euro) semplicemente inviando un SMS o inquadrando un QR Code dopo essersi iscritto a Bemoov, il sistema di pagamento in mobilità sviluppato dai nostri colleghi di Movincom.

I ragazzi di tam Town hanno in programma a breve una spedizione di presentazione nella Silicon Valley, patria dell'innovazione tecnologica: proprio in questa fase in cui anche il nostro Paese si sta impegnando per l'imprenditoria giovanile – sono state selezionate pochi giorni fa le 10 migliori startup da sostenere con l'iniziativa "Ripartiamo dalle idee" – il mio augurio è che si sentano incentivati a tornare carichi di nuovi progetti per il rilancio del business made in Italy.

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