venerdì 12 ottobre 2012

In Rete i nuovi trend di consumo: dal baratto agli swap party.


Secondo una ricerca inglese, in ogni guardaroba femminile ci sono in media 22 abiti che non vengono mai indossati. Perchè si cambia idea, si cambia taglia o si cambia stile... Finiamo così per accumulare vestiti e accessori, stagione dopo stagione, fino a che un trasloco o la definitiva esplosione dell'armadio non ci costringono alla resa dei conti.

E in tempi di spending review non sarebbe male dare nuova vita ai nostri indumenti usati: perchè non barattarli? O swapparli, detta all'americana: si organizza un party fra amiche per scambiare magliette, gonne, cinture, sciarpe, ninnoli e tutto ciò che ormai giace inutilizzato in qualche cassettiera. Così si ricicla (si risparmia) e ci si diverte.
Anche Woolite Italia, nota marca di detersivo per bucato, si è ispirato a questa consuetudine newyorkese facendo leva sulla nuova educazione ecologica al riuso unita alla riscoperta della socializzazione domestica - ne parlavamo proprio nel post precedente -. Il brand ha ripreso le modalità dello swap party, arricchendolo con un concorso e attualizzandolo con strumenti social: si partecipa infatti attraverso un'app che consente di invitare le proprie amiche via Facebook - almeno 4 - in un'ottica member get member virale che premia le più veloci.

Dall'aggregazione virtuale a quella reale: ogni settimana, infatti, il premio in palio è il party stesso. Le prime che ad ogni appuntamento completeranno il gruppo si aggiudicheranno un kit per allestire la propria serata swap: 5 mignon limited edition di Lip Woolite con cui ravvivare i vestiti da scambiare, 5 shopper per trasportarli e tutto il necessaire per l'evento, dagli appendini alle etichette organizer a un cartello personalizzabile per dare il benvenuto alle ospiti. 

Ci si incontra, si mercanteggia con le amiche e si scattano foto da postare sulla gallery ufficiale di Facebook: il party più votato vincerà una fornitura annuale di Lip Woolite per ciascuna delle partecipanti. Sono 450 i kit messi in palio nell'arco di tutta l'iniziativa, che coinvolge fashion blogger e social media manager per la promozione online.

A proposito di baratto, già un anno fa nasceva Reoose il primo eco-store di scambio "asincrono" (perché fatto in maniera mediata tramite web): una sorta di "eBay senza moneta" che consente di pubblicare inserzioni di quegli oggetti ancora funzionanti che non utilizziamo più e che su siti di annunci non si riescono a vendere. Ad ogni articolo viene attribuito un valore virtuale in crediti (indipendente dalla marca ma basato sull’effettivo stato nuovo-usato e del potenziale valore inquinante) da riutilizzare per acquistare fra i tanti prodotti che gli altri utenti hanno deciso di “smaltire” in modo intelligente. 

Il progetto non solo sposa la filosofia del consumo sostenibile, promuovendo una spesa ragionata sugli oggetti che ci servono realmente, ma rivela un'anima etica consentendo agli inserzionisti di “investire” i crediti maturati in beneficenza, destinandoli alle Onlus partner.

La nuova coscienza del consumo passa quindi dalla Rete per rilanciare lo scambio, abbattere gli sprechi, condividere risparmiando e fare anche beneficienza. Meglio ancora, quindi, se in casa per una serata pizza e swap con le amiche.




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