giovedì 22 novembre 2012

Offerte personalizzate grazie al riconoscimento facciale: l'insostenibile leggerezza del consenso alla privacy.

Un'azienda di software americana sta lavorando a un sistema che, seppur ancora in incubazione, già promette di sollevare non poche polemiche in fatto di privacy e riservatezza.

In un futuro molto prossimo - a detta degli sviluppatori - registrandomi a Facedeals potrò varcare la soglia di una profumeria e vedermi consegnare in omaggio uno smalto del colore che più amo, o un assaggio di gelato gratis alla pasticceria all'angolo, proprio del mio gusto preferito. Una mossa pubblicitaria intelligente per un nuovo marchio, ad esempio, per creare brand awareness e conquistarsi i primi clienti, ed efficace anche per quei negozi già affermati che vogliano fare retention sui propri consumatori e gratificare i più affezionati.


L’idea nasce per consentire agli utenti di usufruire dei buoni sconto che molti esercizi commerciali offrono ai propri fan su social network, ma che in tanti si dimenticherebbero di sfruttare. Grazie a un sistema di screening facciale, il cliente verrebbe riconosciuto da una telecamera attraverso un confronto con le foto caricate sul proprio profilo, che gli consentirebbe così di effettuare il “check-in automatico” all'ingresso in negozio e di fruire della facilitazione a lui riservata.

Dal punto di vista del consumatore, ben venga lasciare qualche informazione in più se questo serve a garantire un servizio di qualità superiore e più attinente ai propri gusti. Se è sufficiente compilare un semplice form in cambio di una coccola, allora perchè no. Se poi la registrazione è resa ancora più immediata tramite il Facebook connect, bastano pochi click per farlo ancor più a cuor leggero. Come accettare una caramella...

E' da questa semplice intuizione che è nato Take this Lollipop, un lecca-lecca virtuale che ha serpeggiato virtualmente lungo la rete mietendo vittime sui social network. Si tratta di un cortometraggio interattivo di cui, semplicemente effettuando l'accesso attraverso Facebook, ci si ritrova involontariamente protagonisti: l'atmosfera è cupa e inquietante, lo scenario si apre su un uomo di spalle, grezzo e sudato, famelicamente incollato ad un monitor intento a scorrere le nostre foto, l'elenco dei nostri amici, i nostri quotidiani aggiornamenti di status, le informazioni sulla nostra famiglia e la città in cui abitiamo. Ora che ci ha scovato, è pronto a venirci a prendere, uno ad uno.

Niente paura, è solo fiction. Il web horror movie si incrocia con il nostro profilo, dal quale attinge ad immagini e dati per rendere la nostra esperienza online sorprendentemente realistica e coinvolgente. Al di là dell'innegabile bravura tecnica e dell'alta carica di suspence, questo game ci apre gli occhi sulla questione privacy, ricordandoci quante volte abbiamo effettuato l'accesso a un'app o a una piattaforma social sottovalutando la miniera di informazioni private che ci venivano richieste e soprattutto l'uso che ne sarebbe stato fatto.

In quest'ottica, anche l'omaggio personalizzato che riceviamo in negozio grazie a Facedeals assume contorni più inquietanti, visto che a ben pensarci lo abbiamo pagato con i nostri dati personali.

Ma per evitare facili generalizzazioni e allarmismi, vale la pena fare alcune distinzioni: se è vero che è spesso facile perdersi del mare magnum delle note legali e delle autorizzazioni alla privacy soprattutto sui social network, dove le finalità del trattamento non sono sempre chiare o immediatamente reperibili, bisogna però ricordare che esiste una legislazione molto severa e precisa in materia, alla quale ogni azienda seria è tenuta ad attenersi ad ogni lancio di nuovo concorso, iniziativa social o app che sia.

Il marketing relazionale, di cui ci occupiamo primariamente anche noi di Sint, riconosce un ruolo prezioso ai clienti e ai loro dati personali, una fonte di informazione fondamentale per conoscere il target, i suoi gusti, le sue esigenze, e confezionargli un prodotto su misura: in sostanza, per fare un buon CRM ci vuole un buon database building, e per questo è importante farlo in modo trasparente, nel rispetto di normative e preferenze del cliente.

Perché, per dirla con il dottor Thomas, la sua soddisfazione è il nostro miglior premio.

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