venerdì 16 novembre 2012

Yes, Oui Share: si brinda all’economia della collaborazione.

In principio c'era un gruppo francese su Facebook composto da persone impegnate per diffondere la cultura dell'economia collaborativa: un insieme di menti orientate allo scambio di competenze in tutto il mondo, che col tempo hanno diffuso idee e progetti sempre più strutturati. Fino a dar vita a un gruppo che con i suoi eventi ha viaggiato intorno al mondo: dopo Parigi, Berlino, Londra, Roma, Barcellona, Lille, Bruxelles, e altre tappe europee, a ottobre ha raggiunto anche la mia città.

Con un "aperitivo collaborativo" (Oui Share Drink) all'interno di Toolbox, uno spazio di coworking: una sessione di lavori e presentazioni (10 minuti a testa per 6 progetti, cronometro alla mano) con chiacchiere finali, perché la socialità, si sa, passa anche dallo stuzzichino in tavola. Loro si chiamano OuiShare, un nome che fonde il concetto di condivisione con l'assertivo "Oui", che equivale a un sì ma che riecheggia un "We". Come a significare che insieme si può fare, che l'unione di competenze fa progetti più grandi.

Si definiscono "una comunità globale di imprenditori, liberi professionisti e studenti che ha l’obiettivo di far conoscere e diffondere la Sharing Economy. Con più di 300 membri in oltre 20 paesi fra Europa, Nord e Sud America, organizza mensilmente appuntamenti live nelle più vibranti città del mondo per sollecitare il confronto sull’economia della condivisione e sul consumo collaborativo". Mercati peer-to-peer (risorse comuni fra utenti), carpooling, coworking, crowdfunding (ricerca di finanziatori "dal basso"), open hardware... insomma, un nuovo paradigma di distribuzione di beni e servizi che spesso accantona il tradizionale aspetto monetario dello scambio attraverso "transazioni collaborative e diffuse". La fan page italiana lascia spazio a presentazioni e commenti, favorendo lo scambio di spunti e le occasioni per lavorare insieme. 

 
Qualche esempio lo abbiamo già incontrato e illustrato sul nostro blog: come il recente caso Tam Town, la piazza virtuale che fa incontrare le esigenze degli users con i professionisti in grado di risolverli nella propria città. Oppure Gnammo, una community aperta a tutti i cuochi (provetti o professionisti) che possono mettere la propria cucina o un locale di ritrovo a disposizione di un popolo di Gnammers: la piattaforma offre agli chef a costo zero tutti gli strumenti per promuoversi e raccogliere adesioni - selezionando i propri ospiti - e anche per crearsi un piccolo business, richiedendo una quota di partecipazione a copertura delle spese e come piccolo guadagno.

C'è poi Tacatì, il “supermercato diffuso” (e solidale) per fare la spesa online a chilometro zero e riceverla in ufficio, a casa oppure presso un punto convenzionato, con consegna due pomeriggi a settimana. Di nuovo un esempio dalla mia città, che raggruppa aziende agricole, laboratori artigianali e piccoli commerci che si trovano entro 100 km da Asti o Torino. Dai biscotti di meliga al Barbera DOC, dai tomini freschi alla verdura di stagione: si scelgono prodotti di alta qualità, si fanno acquisti di gruppo, e si sostiene l’economia locale.  

E ancora WeSport ti aiuta a trovare altri appassionati con cui praticare sport: per una corsetta in compagnia in una nuova città, per reclutare il difensore che ti manca per il prossimo match di calcetto, per scoprire nuove palestre o consulenti sportivi.

Insomma, c’è chi condivide hobby e passioni culinarie, chi mette in Rete i propri lavori (file, musica, codici di programmazione, elaborazioni grafiche, tesi) a disposizione di colleghi e professionisti, chi progetta lampade creative o attività benefiche e cerca sponsor disposti a finanziarle (attraverso piattaforme di crowdfunding come Eppela), chi ancora organizza mercati di baratto “Senza Moneta” nel proprio cortile. E chi celebra la cultura della Share Economy attraverso vere e proprie maratone di coworking (hackaton): dal coffee break del sabato mattina al cappuccino con brioche della domenica, una 24 ore non stop aperta a creativi e innovatori per sviluppare idee unendo intuizioni e competenze.

Per chi volesse approfittarne, il primo ShareHack si terrà a Torino sabato prossimo 24/11 negli spazi di Toolbox Coworking: pronti per una spremuta di meningi collettiva? Sono previsti premi tecnologici per i migliori in campo.


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