mercoledì 20 febbraio 2013

Pinterest marketing: immagini più che belle. Strategiche.


Per molti è il fenomeno Social del 2012: parlo di Pinterest, il social network basato sulle immagini tanto acclamato e visitato che è diventato un fenomeno di moda, complice sicuramente il suo look accattivante (il layout è esteticamente gradevole e curato e fa da contenitore spesso ad immagini glamour in stile Etsy.com, lo shop online americano per la vendita di manufatti e creazioni artistiche). Una sorta di ibrido tra Facebook, di cui mutua alcune soluzioni grafiche degli album, e Twitter, con cui condivide il sistema di follow; ma a differenza dei suoi predecessori, in Pinterest la creatività la mettono gli utenti stessi.  

Il fenomeno non poteva passare inosservato alle aziende, PMI e grossi brand, che ad un anno dal suo lancio (2010 a San Francisco) hanno cominciato ad intuirne le potenzialità di business, sfruttandolo in primis come vetrina digitale (gratuita): la piattaforma, infatti, ben si presta a mettere in mostra prodotti - soprattutto quelli tangibili e categorizzabili - organizzandoli per categorie: articoli (borse, magliette), modelli (automobili), colori (smalti, make-up), epoca storica (moderna, vintage) e così via. 

Le board (bacheche) consentono di organizzare i contenuti secondo una logica personalizzata, in linea con la visual identity del brand, e rimandare ad un sito e-commerce o a quello istituzionale: un ristorante potrà dedicare differenti album ad antipasti e portate, oppure a interi menu, ma è meglio evitare la totale autoreferenzialità creando cartelle "di mood", in linea col proprio settore, come raccolte di ricette, scatti di cake design o creazioni food.

Ma Pinterest è ben più che una trasposizione online del proprio catalogo di prodotti: il suo nome deriva dall'unione di “pin”, che in inglese significa “puntina” e “interest”, che richiama il gesto di appendere i propri hobby e le proprie preferenze all'interno di un tabellone virtuale, pubblico e condivisibile (ri-pinnabile): fa cioè leva su un forte fattore di engagement, le nostre passioni, lasciando a ognuno libertà di espressione creativa in pieno spirito social.

Ecco che il network diventa uno strumento utilissimo a profilare i gusti del proprio target e a misurare il gradimento degli articoli attraverso gli spontanei like, pin e re-pin dei followers. Il passo successivo? Coinvolgerli offrendo loro un'esperienza e magari anche un premio, ad esempio attraverso un gioco o contest: la scorsa primavera Peugeot ha aperto alcune board al contributo degli utenti, che erano chiamati a completare una serie di bacheche-puzzle per ricostruire le immagini dei veicoli, con premi in palio per i 5 fans più veloci.

Kotex – brand di prodotti per l’igiene femminile – è  andato oltre, realizzando la prima campagna di Pinterest marketing basata sui cosiddetti influencer, termine ormai sdoganato e che definisce utenti "autorevoli" con largo seguito sui social media (in genere si tratta di blogger o giornalisti), in grado di generare traffico e orientare i gusti della Rete: per l'evento "Women Inspiration Day" sono state scandagliate le board di migliaia di donne sulla piattaforma per selezionare le 50 muse ispiratrici, scelte come portavoci della campagna. 

In base all'analisi degli specifici gusti sono stati confezionati 50 kit regalo, consegnati alle fortunate in cambio del loro re-pin sui social network. 50 pacchi spediti, 2284 interazioni e quasi 695 mila impressions: il video ci racconta il climax di questo successo: 



Ancora un esempio di pochi giorni fa: per San Valentino, Threadless – brand di t-shirt molto apprezzato sulla Rete – ha indetto il contest "Threadless Vday Challenge" in co-partnership con Amazon. Ogni partecipante doveva creare un album ad hoc all'interno del quale repinnare 10 idee regalo (di cui almeno 5 scelte fra i prodotti del brand) destinate alla persona amata, da condividere infine via email allo staff entro il 12 febbraio, completo di dichiarazione d'amore e spiegazione sui criteri di scelta degli articoli.
Al vincitore andranno $100 in acquisti su Threadless ed una gift card di pari importo da spendere su Amazon.

E di esempi fruttuosi potrei citarne ancora a decine: forse è ancora prematuro parlare di "Pinterest marketing", quel che è certo, però, è che in questi ultimi mesi sono notevolmente incrementate le iscrizioni aziendali a questo social, rendendolo ormai parte integrante di molte strategie di Social Media Marketing.
E il vostro business a che punto è col pinning?


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