venerdì 5 aprile 2013

Meno CO2, più sconti al supermercato: nasce FADA, la raccolta punti amica dell’ambiente.

Più sei green e più risparmi sulla spesa: è il messaggio di una campagna lanciata in Piemonte da FADA, una speciale fidelity card che non premia i consumi ma i comportamenti eco-sostenibili.
Parliamo di un sistema già testato nel torinese con 40 mila tessere, in collaborazione con i supermercati Carrefour, in cui la plastica si trasformava in oro: attraverso la raccolta di bottigliette all'interno dei contenitori MrPet posizionati presso 10 centri commerciali, agli utenti venivano concessi 3 euro di sconto a fronte di una spesa minima di 30 euro, al raggiungimento di 200 punti.

L'iniziativa è piaciuta, evolvendosi nel più strutturato progetto "Fedeltà Amica Dell’Ambiente" (FADA), partito all'inizio di quest'anno in un bacino di 19 Comuni piemontesi, riuniti nel Consorzio Covar14. Dal 1° gennaio 2013, oltre 258 mila utenti virtuosi hanno iniziato a dare una mano all'ambiente e anche al proprio portafoglio, attuando comportamenti volti a ridurre le emissioni di anidride carbonica: dalla raccolta differenziata domestica all'uso dei mezzi pubblici al posto dell'auto, dall'acquisto di un frigorifero classe A all'installazione di pannelli fotovoltaici.
Vengono premiate persino le attività "umanitarie", come quelle degli eco-volontari operanti nei 19 comuni aderenti, portavoci dell'etica ambientale e paladini dei corretti comportamenti di smaltimento dei rifiuti in città.

Per ogni azione, un piccolo bonus di CO2 risparmiata che si trasforma in punti: in pratica, ogni 100 grammi di emissioni ridotte viene caricato 1 punto sulla tessera FADA.  Al raggiungimento di determinate soglie, questi possono essere "spesi" nelle attività economiche che aderiscono all’iniziativa, ottenendo in cambio sconti e promozioni.  E per un esercizio commerciale che voglia entrare nel circuito, i costi di start-up sarebbero molto limitati: basterebbe una connessione Internet e un lettore di codice a barre (spesso già presente nello store) per entrare in un sistema fidelizzante in grado di attirare nuova clientela e aumentare la propria visibilità (oltre alla propria social responsibility).

Un modello lodevole imitato e applicato già da tempo negli USA (ricordate il nostro post su Recyclebank?) e, a casa nostra, da smart city esemplari come Venaria. A Tokyo è in partenza proprio a maggio un progetto anti-crisi di “spesa verde” sull’acquisto di prodotti tecnologici (condizionatori, TV, frigoriferi) ad alta efficienza energetica. A fronte di ogni eco-acquisto, i consumatori si vedranno accreditare su speciali tessere una somma virtuale pari al 5%-10% del prezzo pagato (eco-punti), che potrà essere spesa già dall’estate su una selezione di merci e servizi.

Città sempre più intelligenti, dunque, che si avvalgono della tecnologia (e della Rete) per semplificarci la vita e ottimizzare l'uso delle risorse: gli oggetti, connessi al web attraverso sensori (tag Rfid, ad esempio) possono essere interrogati o raccontarsi.

Questo è l'Internet of Things al servizio del cittadino, in cui i lampioni parlano con la centrale segnalando eventuali guasti o sono programmati per accendersi in caso di maltempo e scarsa visibilità; sono smart gli edifici concepiti dalla domotica, in grado di avvertirci in caso di fughe di gas o anomalie agli impianti; sono smart le città in cui - appunto - si fa la raccolta differenziata con l'Rfid, che permette di contabilizzare i rifiuti in modo equo e corrispondente ai consumi effettivi, premiando ad esempio i comuni più sostenibili con sgravi fiscali.






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