mercoledì 24 aprile 2013

Ritorna Carosello: la pubblicità 2.0 è breve, multicanale, interattiva. C’è anche l’app!


Non prendete impegni per lunedì 6 maggio: in realtà, vi basteranno poco più di 3 minuti e un televisore, sintonizzato su Rai 1. Alle h21.30 andrà in onda uno storico ritorno, quello di Carosello: una notizia di certo accolta con grandi sorrisi non solo da parte dei nostalgici come me (che per anni ha intrattenuto con i suoi 10 minuti di siparietto, prima di accompagnarli tutti a letto). Dal 1957 al 1977 non subì (quasi) alcuna interruzione, per un totale di 7.261 episodi trasmessi.
Dicevo, oltre a far la felicità dei baby boomers, strizzerà l'occhio alle nuove generazioni, quelle dei nativi digitali, contaminando il vecchio format con una buona dose di multimedialità.


La struttura originale del programma era il risultato di una rigida normativa in fatto di passaggi pubblicitari: una rubrica di sketch composti da una prima parte di natura narrativa, della durata di un minuto e 45 secondi, a cui seguiva un "codino" di 30 secondi contenente il messaggio sponsorizzato.

Grazie alla forte caratterizzazione dei personaggi e ai semplici (e per questo) memorabilissimi claim, i personaggi si sono impressi indelebilmente nella memoria collettiva, superando in fama i prodotti che reclamizzavano: Calimero ha spiccato il volo dal suo detersivo per bucato alle serie animate giapponesi; l'omino Linea (con alcune varianti) ha lasciato le sue pentole Lagostina per approdare addirittura ai video di musica dance commerciale; Carmencita e Caballero, nati dalla sperimentazione grafica del maestro Armando Testa, si sono trasformati qualche anno fa nei protagonisti glamour di una sitcom digitale in stop motion, in stile Sex and the City.  


Merito dei creativi, già allora, che hanno saputo trasformare Carosello da semplice contenitore pubblicitario a vero e proprio fenomeno di costume e che negli anni non hanno smesso di riaddattarlo in linea con l'evoluzione della cultura e della comunicazione.

Ma se all'epoca rappresentava il primo ingresso del consumismo nelle case degli italiani attraverso un mezzo ancora poco capillare, in oltre 50 anni il panorama appare completamente rivoluzionato: non più scatola magica e linguaggio pedagogico ma multicanalità e branded content storytelling.

Il Carosello Reloaded (già immagino i puristi del programma storcere il naso) rilegge il vecchio format nell'ottica del Nuovo Millennio: moltiplicando i device di fruizione, per una user experience anche sul web, al cinema e su un’app dedicata che si attiverà magicamente sullo smartphone al passaggio dello spot in TV, consentendo all’utente di interagire con il brand che in quel momento sta comunicando.

La nuova formula è più breve dell'originale, prevedendo 3 strisce di circa 70 secondi l'una: i creativi di oggi sono chiamati ad una nuova sfida, per confezionare storie attorno al mondo delle marche con un linguaggio del tutto rinnovato, declinabili su molteplici supporti, interattive, ad alta capacità di intrattenimento ed engagement.

Con quale spirito le famiglie di oggi accoglieranno la breve striscia del Carosello 2.0? Di certo, non in pantofole e pigiama...





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