martedì 7 maggio 2013

Cin cin col bicchiere RFID: ed è subito social. Ma anche fidelizzazione e CRM.

Nessun brindisi sarà più lo stesso, se dietro si nasconde lo zampino e l'ingegno dei proximity marketer. In Brasile, bere una birra con gli amici è già diventato uno strumento di comunicazione altamente coinvolgente e virale: Budweiser ha inventato la Buddy Cup, un bicchiere dotato di un chip Rfid al quale associare il proprio profilo Facebook. A un evento sponsorizzato o durante una serata qualsiasi, basterà brindare per stringere amicizia sui social network (ed arricchire, naturalmente, la base dati dei registrati dello sponsor).


Già StrongbowGold qualche mese fa prometteva serate con effetti speciali per il lancio del suo nuovo drink: 


Non è la prima volta che parliamo di nuove tecnologie al servizio di entertainment e retail: nell'Era dell'Internet of Things, gli oggetti di uso comune acquisiscono i superpoteri per valorizzare la nostra user experience e farci divertire, ma anche per semplificarci la vita.

Integrando un badge con la tecnologia Rfid è possibile arricchire l'esperienza in fiere e convegni (e renderla più divertente ed "engaging") con nuovi meccanismi di fidelizzazione. IDC Italia opera nell'ambito delle ricerche di mercato e della consulenza nei settori dell’information technology: per coinvolgere il pubblico di professionisti che abitualmente partecipa alle sue conferenze, ha creato una event fidelity card collegata ad un programma di raccolta punti: ogni volta che un utente si registra ad una fiera ne accumula 50, a cui se ne aggiungono 25 per ogni visita al desk di uno sponsor e altri bonus aggiuntivi compilando il questionario di valutazione o partecipando ad altre attività durante gli eventi.
La smart card in questo modo viene conservata e arricchita con le informazioni sul comportamento degli utenti, utili a snellire l'accesso a future iniziative e a fornire loro servizi sempre più personalizzati.

La fase di registrazione ai convegni può esporre a lungaggini e attese: oggi si può saltare la coda pre-iscrivendosi online ed esibendo pass associati al proprio profilo. Ne ha dato esempio la casa Editrice Temi che, in occasione di un meeting annuale, ha adottato tornelli intelligenti Rfid: il semplice transito attraverso il gate permetteva l’identificazione dell’ospite in modalità hand-free e 3D (cioè senza necessità di esporre il badge ma lasciandolo semplicemente appeso al collo, orientato in qualunque posizione).

Dal concerto alla conferenza, dal museo alla convention aziendale, l’Rfid permette di velocizzare la registrazione degli ospiti, rendendo più agevole e sicuro il traffico in ingresso e uscita. Ma non solo: si pensi alle immense potenzialità di CRM a cui questo semplice chip di prossimità può dar seguito.
Ad esempio, già nel 2006 durante il MICROSOFT Manufacturing Innovation Forum ogni azienda espositrice disponeva di un lettore per “catturare” i dati degli ospiti, immagazzinati all'interno di una Rfid Virtual Visit Card. Nessuna trascrizione manuale delle informazioni, ma immediato salvataggio dei dati in forma digitale, a disposizione per tutte le attività legate all'evento e al post.

Non solo controllo e gestione degli accessi, dunque, ma anche db building e profilazione del target: al Motorshow di Bologna del 2010, Opel ha dotato i propri visitatori di speciali pass chiamati "iLikeOpel". Semplicemente avvicinandoli ai totem interattivi, ogni utente poteva votare la propria vettura preferita e condividerne le foto sui social network, animando così anche il dibattito online della community di Facebook.

La tecnologia di prossimità si presta a moltissime declinazioni di servizio, da quelle operative alle iniziative più ludiche, proprio in virtù di quel meccanismo di identificazione univoca non invasiva che facilita e velocizza la user experience. Meglio ancora se condita con buone dosi di gamification.





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