lunedì 23 giugno 2014

Ah, questi mondiali: anche il marketing relazionale tifa Italia.

Questi Mondiali di calcio sono davvero coinvolgenti, sotto tanti punti di vista!
Ho constatato che per un mese di partite (12 giugno-13 luglio) la macchina del marketing si è messa in moto già da un anno. Prima, con campagne pubblicitarie che hanno coinvolto i brand sportivi direttamente interessati; in un secondo momento, proprio a ridosso e durante l’evento stesso, sono state lanciate promozioni di ogni sorta e genere, legate alla vittoria o meno dell’Italia nelle varie partite che va disputando.
Alcune promozioni offrono un omaggio calcistico, come quella di AcRolcar, azienda che produce ricambi per auto, che prevede la distribuzione dei palloni ‘Brasilia’, acquistando un mix di alzacristalli elettrici.

Altre invece, per celebrare la passione calcistica, propongono “offerte mondiali”. Come alcuni tra i leader dell’elettronica di consumo: Trony ha, ad esempio, proposto fino al 15 giugno la campagna Raddoppio Mondiale’ che prevedeva uno sconto del 50% sul prodotto meno caro acquistando un televisore e un secondo prodotto a scelta.

Mentre Mediaworld, grazie alla formula E tu quanto ci credi?, ha giocato sul leitmotiv del pronostico, del presagio, tema tanto caro a noi italiani. Chi dunque ha fatto acquisti negli store a marchio Mediaworld, tra il 15 e il 29 maggio, e ha espresso una previsione sulla sorte della squadra nostrana si è visto così ricompensato: i pessimisti, che per l'Italia non hanno presentito la vittoria, hanno ricevuto un bonus del 10% del valore del prodotto acquistato.



Quanti invece prevedono la vittoria degli azzurri potranno veder ‘lievitare’ il proprio buono a ogni passaggio di turno della nazionale, fino a raggiungere il 200% del valore del prodotto acquistato nel caso di conquista, da parte dell’Italia, del quinto titolo mondiale. A ogni fase del torneo (girone, ottavi, quarti, semifinale, finale) vi è l’opzione se ritirare il premio o continuare a scommettere sui nostri. Oltre questa promozione, da Mediaworld continua l'iniziativa promozionale del ‘Sottocosto Mondiale’.

Ricordo ancora l’euforia generale, e dei miei vicini in particolare, all’indomani della conquista a Berlino del quarto titolo mondiale per l’Italia, nel vedersi rimborsato al 100% del suo valore quel televisore superiore ai 32 pollici che Mediaworld aveva messo in palio in caso di vittoria ai mondiali 2006 per il nostro Paese.


Questa idea l’aveva avuta Pierluigi Bernasconi, allora alla guida di Mediaworld.
Iniziativa che, già nelle due settimane successive alla fine dei mondiali del 2006 risultò “vincente”: la catena raggiunse il 30% della quota di mercato, a fronte di un investimento lungimirante di “soli” 18 milioni di euro. E questa leva promozionale ha fatto strada nel tempo fino ad oggi.
Ma le promotion non mancano neanche nei locali e nei bar di lusso e non che, a seconda delle partire giocate, propongono offerte con nomi di cocktail dal suono e dai sapori “mondiali”.
Anche la grande distribuzione non è mancata all’appello di queste iniziative di marketing relazionale. Carrefour, in caso di vittoria della nostra nazionale, per ogni partita giocata rimborsa il 100% della spesa fatta (di qualsiasi genere) in bonus, mentre se l’Italia pareggia o perde la partita il buono si dimezza. E questa campagna, pubblicizzata su ogni tipo di canale dal tradizionale a quello social, ha incrementato l’affluenza dei clienti nei vari punti vendita.



McDonald’s che “tifa” Italia ha legato, dal canto suo, promozioni ai mondiali che prevedono comunque distribuzioni di prodotti, in ogni caso. Il giorno dopo il successo con l’Inghilterra, ad esempio, ha dispensato gratuitamente 124 mila Crispy McBacon ma ha predisposto anche bibite piccole gratis in caso di sconfitta, come quella contro il Costa Rica.
Anche MSC Crociere, con un’iniziativa social ha lanciato su Twitter #MondialMSC, un hashtag immediato e semplice da ricordare, offrendo sconti sulle prossime vacanze invernali e assicurando inoltre sorprese immediate, in caso di conquista della coppa del mondo da parte dell’Italia, per festeggiare insieme ai tifosi.
Insomma: questi mondiali ci fanno tifare Italia non solo davanti al grande schermo, quando i nostri azzurri combattono per una palla in rete avversaria, ma anche per un goal vincente sull’economia nostrana.
Che ne dite?, anche voi siete già finiti "in rete"?

1 commento:

Sam Genda ha detto...

articolo interessante con, finalmente, un uso della lingua italiana completo!!!