lunedì 29 giugno 2015

Italia e Mobile Payment: cambiare il paese partendo dalle borse


Avete presente quelle situazioni estremamente spiacevoli in cui a causa vostra si forma una lunga coda dal tabaccaio perché non trovate le monetine che vi servono per comprare il biglietto dell’autobus e che siete sicuri di avere da qualche parte, sparse in fondo alla borsa (e parliamo di borse con una capienza che farebbe invidia anche a Mary Poppins)?

E vi siete mai trovate nella condizione di dover uscire dal parrucchiere con in testa ancora l’asciugamano a turbante perché non avete messo abbastanza monete nel parchimetro e vi sta per scadere il parcheggio?
O ancora, avete mai discusso con un commerciante che non voleva farvi pagare col bancomat una transazione a suo dire troppo poco consistente a causa delle commissioni che paga alla banca e che non gli permettono dunque di guadagnarci nulla?

Sono le più banali delle innumerevoli situazioni che potrebbero essere gestite con maggiore semplicità, meno affanno e a volte anche meno imbarazzo, utilizzando una soluzione a portata di chiunque abbia uno smartphone: il mobile payment.


Sembra che il 2015 sarà – finalmente! – l’anno in cui assisteremo alla sua fioritura: addio monetine sparse in fondo alle borse, addio code agli sportelli, addio macchinette che non danno il resto! 
Nei prossimi quattro anni è previsto un vero e proprio boom dei pagamenti in mobilità: il mercato passerà dagli attuali 37 miliardi di dollari a 808 miliardi!

Sono cifre non trascurabili, che hanno spinto Viralbeat (una Social Media Company) insieme al Centro Studi Etnografia Digitale a realizzare un’analisi di benchmarketing dei principali player del settore (ovvero Apple Pay, Google Wallet, Hype, MySi, PayPal, PlainPay, Satispay, Ubi Pay, Up Mobile, WoW, 2Pay), che sono stati catalogati a seconda del possesso o meno di alcune funzionalità.


Una funzionalità comune a tutti è il Mobile Remote Payment, ovvero la possibilità di pagare un bene o un servizio attraverso un dispositivo mobile; il Mobile Commerce indica la possibilità di effettuare attraverso dispositivo mobile tutto il processo di selezione ed acquisto di un prodotto o di un servizio (lo scelgo, lo metto nel carrello, magari prima di acquistare faccio un confronto di prezzi con un altro sito, etc.), con la stessa logica dell’eCommerce da PC.

Il Mobile Remote Payment risulterebbe quindi una funzionalità necessaria al Mobile Commerce, anche se esistono (come da infografica) player che non permettono un processo di selezione ed acquisto ma hanno soltanto la funzionalità che permette loro di effettuare il pagamento (come MySi, l’app di CartaSi e PlainPay, strumento che permette un’interazione veloce per i pagamenti con la propria banca).
Il Mobile Money Transfer permette di trasferire denaro da persona a persona, indipendentemente da processi di acquisto o vendita: negli States è gia possibile farlo anche attraverso la chat di facebook; il Mobile Proximity Payment è invece una funzionalità che permette di pagare elettronicamente grazie alla vicinanza fisica tra acquirente e venditore.

Lo Svincolo da Carta e Conto invece indica se il servizio può permettere acquisti e portare a termine pagamenti (sia da remoto che in prossimità), senza appoggiarsi ad un conto corrente o ad una carta.
La lettura di QR (Quick Response) Code permette di effettuare pagamenti in prossimità o da remoto mentre l’NFC o Near Field Technology (che è una forma di Mobile Proximity Payment) permette i pagamenti in prossimità sfruttando una rete peer-to-peer che si viene a creare automaticamente quando due apparecchi che sfruttano la stessa tecnologia si trovano abbastanza vicini l’uno all’altro. Infine il cashback, la funzionalità meno presente nei player analizzati, indica la possibilità di ricevere un compenso reale (e non uno sconto) successivamente a determinati acquisti.

In tempi non (così tanto) sospetti, avevamo già parlato qui e qui di mobile payment e della sua graduale diffusione: Movincom continua a contribuire allo sviluppo di questa modalità di pagamento, grazie al suo standard Bemoov, che si basa sulle funzionalità di Mobile Remote Payment e di lettura di QR Code. L’idea di fondo è la ricerca di semplicità, di sicurezza, di velocità e di immediatezza, concetti ben spiegati in questo video.





   

Concetti e contenuti, per altro, che ben si addicono alla strada che i comuni italiani ed europei vorrebbero/dovrebbero intraprendere: per poter raggiungere gli obiettivi di Eu2020 (ovvero il piano strategico decennale dell’Unione Europea che prevede una serie di obiettivi in ambito di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia da raggiungere entro il 2020), è prevista una graduale trasformazione delle città in Smart Cities e l’innovazione tecnologica è parte integrante e fondamentale di questa evoluzione.
Il comune di Varese, ad esempio, è stato premiato a SMAU 2013 per essere stata una delle prima città d’Europa ad aver sviluppato dei progetti per la somministrazione di servizi ai cittadini attraverso la tecnologia NFC.


Per promuovere lo sviluppo in questo settore, l’8 giugno si è tenuta a Montecitorio la 5a edizione del No Cash Day™ (potete trovare qui tutti gli interventi), un convegno organizzato da CashlessWay (la prima organizzazione per la promozione degli strumenti digitali di pagamento) a cui ha partecipato anche Movincom, per fare il punto sull’evoluzione dei pagamenti digitali in Italia: dai lavori è emersa la chiara necessità di una governance sull’ePayment in generale che coinvolga imprese, istituzioni e cittadini in un processo di regolamentazione. Come per la maggior parte delle iniziative volte a trasformare i comuni italiani in Smart City, la quantità e la creatività non mancano mai, ma purtroppo l’assenza di un coordinamento a livello nazionale crea il rischio di una dispersione improduttiva. Secondo Enrico Sponza infatti, Presidente del Consorzio Movincom: «Se la PA vuole sviluppare più velocemente il mondo dei servizi e dei pagamenti digitali, deve focalizzarsi sul mobile, […] sfruttando come volano servizi ad alto valore e alta ripetibilità per il cittadino come ticketing bus, sosta, eventi».

Ad indicarci quanto l’Italia sia ancora lontana da un allineamento con l’Europa in fatto di pagamenti digitali (siamo ovviamente tra gli ultimi per utilizzo), sarà anche un’altra iniziativa di CashlessWay, che arriva quest’anno alla sua terza edizione: il #NoCashTrip, ovvero un viaggio attraverso l’Italia che due giornalisti affronteranno avendo a disposizione soltanto strumenti di pagamento digitali (non è permesso neanche effettuare prelievi agli sportelli bancomat). Un resoconto social accompagnerà il viaggio e stimolerà la discussione sulla dinamica di trasformazione che l’Italia dovrà compiere per diminuire la distanza con altri paesi europei per quanto riguarda gli strumenti di pagamento alternativi alla moneta: senza arrivare a livelli pari a quelli della Svezia (dove, secondo un rapporto del Royal Institute of Technology, si potrebbe arrivare entro il 2030 addirittura ad un’eliminazione totale del denaro contante), lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie per il mobile payment potrebbe aiutare l’Italia ad arginare l’evasione fiscale, a contenere una serie di costi per l’uso del denaro liquido (costi invisibili al cittadino e che raggiungono i 130 euro l’anno per ogni italiano), nonché i costi sociali (rapine, scippi etc.).

E voi vi sentite pronti per una ristrutturazione del vostro portafoglio?

Nessun commento: